L’ondata di calore che ha stretto nella sua morsa la penisola comincia a mostrare i primi segni di cedimento. Una massa d’aria fredda proveniente dall’Atlantico si sta muovendo verso lo Stivale, preannunciando una progressiva diminuzione delle temperature a partire dalle regioni settentrionali.
Le prime avvisaglie del cambio di rotta meteorologico si sono registrate con forti instabilità al Centro. In Toscana e nel Lazio si sono verificati intensi temporali con numerosi interventi dei vigili del fuoco. A Firenze, nel grossetano e nella bassa Tuscia viterbese la pioggia e il vento hanno causato disagi, mentre a Celleno una violenta grandinata ha distrutto diverse colture e a Calcata si è sviluppata una tromba d’aria. Nel pomeriggio i fenomeni hanno interessato anche i Castelli Romani, alle porte della capitale, dove le precipitazioni sono state accompagnate dalla caduta di rami e alberi, oltre a numerose verifiche su cornicioni e tegole pericolanti.
L’arrivo del fronte fresco rappresenta una svolta attesa anche per fronteggiare la grave siccità e gli incendi boschivi alimentati dalle alte temperature. In Piemonte, sul Monte Barone, un incendio attivo da 9 giorni ha già devastato circa 1.000 ettari di bosco, avvicinandosi pericolosamente alle aree dei rifugi.
L’evoluzione del fronte freddo nelle previsioni degli esperti
L’effettiva portata del rinfrescamento e dell’estensione dei fenomeni temporaleschi è legata alla traiettoria che assumerà la struttura depressionaria. A spiegare la dinamica è Matteo Rossi, meteorologo del Consorzio Lamma tra Regione Toscana e Cnr: “Dipenderà dalla forza di questa saccatura: se si espanderà prepotentemente, allora avremo la possibilità di temporali intensi sulle regioni tirreniche, il Nord-Ovest ed il Piemonte”.
La contrapposizione tra masse d’aria differenti determinerà il grado di instabilità atmosferica. “L’aria fredda trasportata in quota dalla perturbazione – prosegue Rossi – si scontrerà infatti con quella più calda degli strati sottostanti: un fenomeno nel quale hanno un ruolo le temperature molto calde del mare e che provoca lo sviluppo di temporali, anche forti, con fulmini e grandinate. Se invece la depressione rimarrà più a Ovest, isolandosi sul Mediterraneo occidentale, allora gli effetti potrebbero essere più contenuti. In questo caso avremmo maltempo sulla Sardegna e nuovamente sulle coste tirreniche“.
Le precipitazioni potrebbero farsi più insistenti al Nord già da domenica, mentre il Centro-Sud vedrà un peggioramento a partire da martedì. L’instabilità proseguirà per l’intera settimana con rovesci diffusi almeno fino a venerdì. Un definitivo miglioramento è atteso nel fine settimana compreso tra il 22 e il 24 agosto, quando le temperature massime al Sud si attesteranno su valori più contenuti, attorno ai 30-32 gradi.
Il bollettino sulle ondate di calore e la flessione dei bollini rossi
Il progressivo indebolimento dell’alta pressione africana trova conferma nei dati diffusi dal bollettino sulle ondate di calore del Ministero della Salute. Dei 27 centri urbani monitorati, le città contrassegnate dal bollino rosso passa dalle 18 odierne a soltanto 7 nella giornata del 14 agosto.
Se nei rilevamenti precedenti gli unici centri in bollino arancione erano Ancona e Cagliari, accompagnati da 6 città in pre-allerta giallo (Brescia, Milano, Torino, Trieste, Venezia e Verona), il quadro è destinato a virare verso il verde. Nella giornata di venerdì restano in allerta rossa unicamente Bari, Bolzano, Genova, Messina, Palermo e Reggio Calabria, con il rientro di Cagliari dopo due giornate in arancione. Pescara, che passa temporaneamente dal rosso al giallo, vedrà la comparsa del bollino verde insieme a Trieste e Venezia, segnalando l’assenza di rischi legati al caldo estremo. Una tendenza al miglioramento e al rientro nella norma che si estenderà ulteriormente nei giorni successivi.



