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Tragedia a Cropani Marina, la scomparsa di Fabio Stanizzi riapre il dibattito sui soccorsi in Calabria

La comunità di Cropani Marina piange la scomparsa di Fabio Stanizzi, venuto a mancare all’interno del suo lido balneare B-Beach, un luogo da lui sognato, realizzato e amato. La tragedia si è consumata nella serata, quando un improvviso malore con forti dolori al petto e difficoltà respiratorie ha fatto scattare l’allarme.

La compagna Biliana ha contattato immediatamente i soccorsi, mentre il gestore della struttura, Gianluca Paone, ha tentato di prestare la prima assistenza praticando il massaggio cardiaco nell’attesa dell’ambulanza. L’addio si è svolto nella chiesa del Convento dei Padri Cappuccini di Cropani, officiato da padre Francesco Critelli, alla presenza di numerosi parenti, amici e conoscenti stretti attorno alla mamma Caterina, ai figli Hana e Adam, al fratello Michelino e a tutta la famiglia.

I soccorsi e le carenze del servizio d’emergenza

I dettagli relativi all’intervento del 118 mettono in luce criticità profonde nel sistema di emergenza territoriale. La prima ambulanza giunta sul posto da Sersale è arrivata sprovvista sia del medico a bordo sia del defibrillatore, impedendo di fatto l’esecuzione di manovre salvavita adeguate. Di fronte all’aggravarsi della situazione, è stato necessario richiedere l’intervento di un secondo mezzo giunto da Catanzaro. Nonostante le segnalazioni telefoniche avessero chiaramente indicato un sospetto infarto, anche la seconda ambulanza è giunta sul luogo priva del defibrillatore. Il medico a bordo ha potuto unicamente constatare il decesso del quarantacinquenne, rendendo vano ogni tentativo di rianimazione dopo il lungo tempo trascorso.

Interrogativi sulla sicurezza sanitaria e la tutela del territorio

La vicenda lascia aperti interrogativi fondamentali sulla possibilità che un intervento tempestivo, dotato delle necessarie apparecchiature e di personale medico specializzato, avrebbe potuto salvare la vita a Fabio Stanizzi. La necessità di accertare la dinamica dell’intervento diventa un atto dovuto per garantire la sicurezza dei residenti e dei turisti che affollano le coste calabresi durante la stagione estiva. Fabio aveva scelto di investire la propria vita e le proprie risorse a Cropani Marina, preferendo la Costa Jonica alla Valle d’Aosta, dove lavorava da tempo presso il Casinò di Saint-Vincent. Come ricordato nei pensieri di chi lo conosceva bene, Fabio ripeteva spesso parlando del suo lido: “Giné, stai sbagliando. La mia attività è solo qui, al mare di Cropani, non la farei in nessun’altra parte del mondo”. Il suo profondo legame con la propria terra impone oggi una riflessione collettiva affinché simili carenze nei soccorsi non abbiano a ripetersi.