Si riaccende il dibattito sulla programmazione sanitaria in Calabria e sulla tutela delle emergenze cardiologiche nel territorio vibonese. Alla vigilia della Conferenza dei sindaci convocata per il 17 agosto, l’Osservatorio Civico Città Attiva e il Comitato San Bruno hanno inviato una nota formale al presidente dell’assemblea, il sindaco di Mileto Salvatore Fortunato Giordano. L’iniziativa punta a sollecitare una presa di posizione unitaria nei confronti della Regione Calabria per difendere la presenza di un presidio cardiologico permanente presso l’ospedale “Jazzolino” di Vibo Valentia.
Le criticità del modello itinerante e i rischi nelle emergenze
Al centro delle contestazioni avanzate dalle due associazioni vi è la mancata conferma dell’Emodinamica nell’ambito della Rete per il trattamento delle Sindromi Coronariche Acute (SCA), presidio precedentemente contemplato dal Decreto del Commissario ad Acta n. 78 del 2024. Secondo quanto evidenziato dai comitati, l’ipotesi di introdurre un servizio di tipo itinerante in sostituzione di una struttura fissa rischia di compromettere la tempestività e la sicurezza degli interventi in presenza di patologie tempo-dipendenti come l’infarto miocardico acuto. La conformazione geografica della provincia di Vibo Valentia e i tempi di percorrenza verso altri centri ospedalieri rendono indispensabile l’operatività continuo-permanente di un reparto dedicato 24 ore su 24 e sette giorni su sette.
Le quattro istanze presentate alla Regione Calabria
Nella lettera inviata ai primi cittadini vengono sintetizzate quattro richieste fondamentali da trasmettere alla giunta regionale. Si sollecita il formale ripristino dell’Emodinamica presso lo “Jazzolino”, il definitivo accantonamento del modello itinerante come misura sostitutiva, la fissazione di un cronoprogramma vincolante per l’avvio delle attività e la garanzia di una copertura oraria H24 dotata di personale e risorse adeguate. L’obiettivo primario espresso dalle associazioni è garantire ai cittadini del territorio vibonese un pari accesso alle cure salvavita rispetto al resto della regione.



