HomeSanitàEmodinamica in Calabria, i primari di...

Emodinamica in Calabria, i primari di cardiologia difendono la riorganizzazione regionale

Il dibattito sulla riorganizzazione dei servizi di emodinamica in Calabria si arricchisce della presa di posizione ufficiale dei professionisti del settore. Dopo le polemiche sollevate dalla delibera della Giunta regionale del 21 luglio e il recente documento di protesta approvato dalla Conferenza dei sindaci di Vibo Valentia contro il modello itinerante, 14 direttori delle Unità Operative Complesse (UOC) di cardiologia degli ospedali calabresi hanno sottoscritto una nota congiunta per chiarire l’impatto dei nuovi provvedimenti sulla cittadinanza.

Nessuna chiusura dei centri d’emergenza H24

I primari chiariscono che l’assetto della rete d’urgenza rimane inalterato e che le scelte adottate rispondono a stringenti requisiti normativi. «Nessuna emodinamica è stata chiusa o soppressa» assicurano i vertici dei reparti cardiologici. «Il numero e la distribuzione dei centri d’emergenza H24 rispondono a precisi standard stabiliti dalla legge nazionale (il DM 70/2015), parametri basati su popolazione e volumi di attività che non dipendono da scelte discrezionali o politiche della Regione. Il riallineamento dei decreti regionali (DCA 78 e 360 del 2024) ha semplicemente applicato quanto previsto a livello ministeriale nazionale».

Sicurezza e tempestività garantite per l’infarto acuto

Sotto il profilo della gestione delle emergenze, i medici sottolineano la continuità delle procedure di soccorso. «Per l’infarto acuto non cambia nulla e la sicurezza resta massima. Chi ha un’emergenza cardiaca (infarto acuto) continuerà a seguire lo stesso percorso collaudato ed efficace di sempre, con il trasporto rapido verso i Centri Hub H24 tramite la rete del 118, l’elisoccorso e la telecardiologia. Una rete d’urgenza che funziona e che trova conferma anche nei più recenti dati AGENAS, che documentano per la Calabria risultati favorevoli su indicatori fondamentali, come la riduzione della mortalità a 30 giorni e la tempestività dell’angioplastica».

I medici negli ospedali periferici per gli interventi programmati

La novità sostanziale introdotta dal piano regionale riguarda le prestazioni non urgenti, quali coronarografie e angioplastiche programmate. «Per gli esami programmati sono gli specialisti ad avvicinarsi al paziente. Per le procedure e gli esami cardiologici non urgenti (come coronarografie e angioplastiche programmate), il paziente ricoverato in un ospedale Spoke (periferico) non dovrà più essere trasferito in ambulanza verso l’ospedale Hub (centrale). Sarà invece l’équipe specialistica dell’Hub a recarsi direttamente nello Spoke per effettuare l’intervento in loco mantenendo invariati gli standard di qualità e sicurezza. In altre parole, per le procedure programmate saranno gli specialisti ad avvicinarsi al paziente e non il paziente a doversi spostare verso i medici. Il paziente con infarto acuto, invece, segue il percorso della rete dell’emergenza, già collaudato ed efficace».

Secondo gli specialisti, la presenza delle équipe degli Hub nelle strutture periferiche si configura come «un vero e proprio percorso di affiancamento e di crescita, condivisione di protocolli ed elevazione degli standard di cura. Questo modello permette ai cardiologi e al personale degli ospedali periferici di acquisire progressivamente autonomia e maturità organizzativa, valorizzando le strutture esistenti e preparando le condizioni per una gestione sempre più solida e strutturata dell’attività interventistica sul territorio».

L’impatto sulle strutture del territorio e la mappa degli interventi

I direttori mettono in luce i benefici attesi per i presidi locali e la rete dei soccorsi. «I reparti cardiologici del territorio crescono in competenze e capacità operativa. Dopo anni di tentativi per valorizzare le cardiologie degli ospedali Spoke e a fronte della disponibilità di sale di cardiologia interventistica già collaudate, ma finora non utilizzate, questo nuovo modello dà finalmente concretezza a un passaggio atteso da tempo dalle cardiologie periferiche. L’organizzazione potrà trovare immediata applicazione negli ospedali di Lamezia Terme, Rossano e Paola, dove le sale angiografiche sono già disponibili, collaudate e pronte all’attività. Il modello sarà progressivamente esteso anche al nuovo ospedale della Sibaritide e agli ospedali di Vibo Valentia, Polistena e Locri, non appena saranno ultimate e rese operative le rispettive sale di emodinamica».

In merito alle scelte di indirizzo adottate dal Presidente della Regione, Roberto Occhiuto, i sottoscrittori rilevano l’intento di «dare una risposta concreta a un’esigenza rappresentata da tempo dai Direttori delle Cardiologie della Regione, trasformandola in un modello organizzativo coerente con gli standard nazionali e capace di utilizzare pienamente strutture, tecnologie e competenze già presenti sul territorio».

I vantaggi per l’utenza e la firma congiunta dei primari

Il documento della comunità scientifica regionale conclude promuovendo l’impostazione organizzativa come «una scelta che coniuga visione e concretezza: rafforza il ruolo degli Hub senza indebolire la rete dell’emergenza, valorizza gli ospedali Spoke e porta una parte dell’attività cardiologica interventistica programmata più vicino ai luoghi in cui vivono i pazienti. La nuova organizzazione, quindi, non sostituisce né modifica la rete esistente per l’infarto acuto, ma la integra con un percorso dedicato alle attività programmate. È un cambio di passo concreto, costruito su criteri tecnici e organizzativi definiti, che mette al centro le esigenze dei pazienti, la qualità delle cure e un utilizzo più efficace delle risorse del sistema sanitario regionale. Meno disagi per i malati e le famiglie: si evitano trasferimenti in ambulanza e lunghe attese per un esame programmato. Più ambulanze disponibili sul territorio: riducendo i trasporti di routine tra un ospedale e l’altro, i mezzi del 118 restano liberi per le vere emergenze dei cittadini».

La nota porta la firma dei quattordici responsabili delle strutture cardiologiche calabresi: Vittorio Aspromonte (Locri), Giorgio Ventura (Belvedere Marittimo), Frank Benedetto (G.O.M. Reggio Calabria), Giovanni Bisignani (Castrovillari), Roberto Ceravolo (Lamezia Terme), Michele Comito (Vibo Valentia), Antonio Curcio (A.O. Cosenza), Silvana De Bonis (Corigliano-Rossano), Alessandro Ferraro (A.O.U. Dulbecco – P.O. Pugliese), Francesco Greco (A.O. Cosenza), Maria Teresa Manes (Paola-Cetraro), Carmelo Massimiliano Rao (Polistena), Fabio Megna (Crotone) e Daniele Torella (A.O.U. Dulbecco – P.O. Germaneto).