Rafforzamento della sorveglianza dei virus respiratori, preparazione del personale sanitario e verifiche periodiche attraverso esercitazioni sul campo per valutare la capacità di risposta delle strutture locali.
Si sviluppa attorno a questi tre pilastri il cronoprogramma allegato al Piano strategico operativo 2025-2029 della Regione Calabria, predisposto per la preparazione e la gestione di un’eventuale pandemia da patogeni a trasmissione respiratoria a elevato potenziale pandemico.
Il documento regionale dà attuazione alle direttive del Piano nazionale e individua una serie di interventi articolati tra il 2026 e il 2030. La governance del sistema vedrà la collaborazione integrata di Regione, Aziende sanitarie e ospedaliere, Azienda Zero, laboratori e professionisti del territorio, seguendo l’approccio One Health per la tutela della salute umana, animale e ambientale. Il programma complessivo comprende nove azioni specifiche, distinte in sei interventi obbligatori e tre opzioni aggiuntive.
Sorveglianza epidemiologica, nodo virologico e flussi nei Pronto soccorso
Per la sorveglianza epidemiologica, la pianificazione prevede il consolidamento della rete RespiVirNet attraverso il reclutamento di medici di medicina generale e pediatri di libera scelta nel biennio 2026-2027. L’obiettivo è la stabilizzazione del network nel 2029 e il suo inserimento definitivo nei Livelli essenziali di assistenza regionali entro il 2030.
Sul versante della sorveglianza virologica, finalizzata all’identificazione dei virus circolanti e delle nuove varianti, il modello individua nel laboratorio Hub di Cosenza il punto di riferimento di una rete progressivamente estesa. L’avvio delle attività operative è fissato per il 2027, con il traguardo di un coinvolgimento totale delle strutture di laboratorio nel 2030. Tuttavia, l’operatività risulta sospesa a partire dal 1° marzo 2026 a causa delle criticità giuridiche legate al trattamento dei dati personali, in attesa dei chiarimenti richiesti al Ministero della Salute. Tra le azioni aggiuntive rientra la sorveglianza sindromica basata sui flussi Emur-Ps per il monitoraggio degli accessi in Pronto soccorso, pensata per generare allarmi automatici in presenza di picchi epidemici entro il biennio 2029-2030.
Percorsi formativi per il personale e sviluppo delle competenze
I programmi dedicati alla preparazione del personale prevedono moduli di Formazione continua in medicina ed eventi a distanza, con il coinvolgimento delle categorie prioritarie a partire dal 2028. I contenuti dedicati alla gestione delle emergenze sanitarie saranno inclusi nei percorsi di formazione per i medici di medicina generale e, quale misura integrativa, nelle attività di formazione manageriale per i dirigenti sanitari.
Il piano contempla l’introduzione di pacchetti formativi a risposta rapida per le fasi emergenziali, affiancati da programmi di aggiornamento periodico sui rischi da infezione riservati prioritariamente ai neoassunti e al personale maggiormente esposto.
Addestramento sul campo e fasi di attuazione
Le attività di addestramento prevedono l’organizzazione di almeno una simulazione regionale all’anno a partire dal 2027. La programmazione partirà con esercitazioni di tipo “table-top” per poi evolvere verso simulazioni operative di maggiore complessità con il coinvolgimento di più istituzioni. Entro il 2030 le indicazioni emerse dalle prove dovranno essere trasposte nelle procedure ordinarie per definire la successiva pianificazione.
Le fasi attuative prevedono una prima annualità nel 2026 dedicata a progettazione e ricognizione, l’avvio delle funzioni operative nel 2027, il pieno sviluppo delle azioni nel biennio 2028-2029 e il consolidamento del sistema nel 2030. La Regione provvederà all’invio della documentazione di recepimento e del cronoprogramma al Ministero della Salute, unitamente a rendicontazioni annuali di carattere tecnico e finanziario. L’effettivo completamento del percorso resta vincolato all’assegnazione delle risorse economiche e al superamento dello stallo normativo sulla riservatezza dei dati.



