Cento contro trentatré. È il divario tra la percentuale dei fondi Pnrr spesi da Cerisano e la media nazionale registrata dalla stessa misura. Il piccolo centro calabrese ha completato le procedure di spesa e rendicontazione entro il 30 giugno 2026, posizionandosi come un vero e proprio laboratorio per lo sviluppo dei territori periferici.
Il percorso intrapreso ha richiamato l’attenzione dell’Unione Europea: il 4 settembre il gruppo The Left del Parlamento Europeo organizzerà nel borgo il dibattito dal titolo «Can Europe grow without its peripheries?».
Il piano d’interventi è stato reso possibile dal progetto «Cerisano Factory – Borgo Swing», iscritto nell’Investimento 2.1, Missione 1, Componente 3, Linea B del Pnrr, finanziato dal Ministero della Cultura e sostenuto da Next Generation EU. Questo programma si colloca all’interno del Piano Nazionale Borghi, una misura complessiva da oltre un miliardo di euro destinata alla rigenerazione dei centri storici. In particolare, la Linea B ha interessato 294 borghi con uno stanziamento complessivo di 580 milioni di euro.
Formazione universitaria, ricerca e cultura nello storico Palazzo Sersale
La trasformazione del borgo poggia su iniziative di carattere formativo e scientifico. Tra le novità principali figura l’apertura del Polo tecnologico e di ricerca per la musica e l’audiovisivo a Palazzo Sersale, nato dalla sinergia con il Conservatorio “Stanislao Giacomantonio” di Cosenza. A partire dall’anno accademico 2025/2026, l’offerta formativa ha previsto l’attivazione dei corsi in Musica applicata, Musica elettronica e Tecnico del suono, attirando iscritti da varie zone d’Italia.
In collaborazione con l’Università della Calabria è stato avviato un Master di II livello in Organizzazione, Leadership e Gestione delle Risorse Umane, strutturato in 60 CFU e 1.500 ore di formazione. Il progetto didattico si avvale del contributo di un comitato d’indirizzo composto da Confindustria, Confcooperative, Deloitte, Forum PA e Ordine dei Consulenti del Lavoro. Parallelamente, l’ateneo ha portato a Cerisano la Desf Summer School, giunta alla III edizione, il percorso formativo «Percorsi del Contemporaneo» e l’Astro Summer Camp curato dal Dipartimento di Fisica.
Di rilievo anche l’esperienza della Scuola di Formazione Politica, promossa insieme ad Asprom, che ha visto la partecipazione di docenti e relatori tra cui Nadia Urbinati, Gherardo Colombo, Umberto Gentiloni Silveri, monsignor Francesco Savino, Marco Carnelos, Marco Follini, Miguel Gotor, Pasquale Tridico e Piero Ignazi, accogliendo partecipanti provenienti da tutta Italia e dall’estero. Sotto l’aspetto artistico e memoriale, l’intesa con l’Icsaic ha dato vita a un progetto dedicato a Michel Fingesten, comprensivo di un concorso per le scuole e dell’allestimento di uno spazio museale dedicato all’interno di Palazzo Sersale.
L’impatto economico sul territorio e il Festival delle Serre
L’afflusso continuativo di studenti, docenti e ricercatori ha generato una ricaduta diretta sul tessuto economico locale. All’interno del centro storico sono nate nuove strutture ricettive e B&B, un ristorante e un’agenzia di servizi. Nel corso del triennio di esecuzione del progetto, la filiera di imprese creative, tecnici e fornitori del territorio ha registrato il coinvolgimento di oltre 100 operativi locali.
Un forte contributo alla valorizzazione del borgo è giunto dal Festival delle Serre, giunto alla 32ª edizione. Le edizioni del 2024 e 2025, affiancate dall’anteprima svolta a giugno 2026, hanno registrato oltre 31.000 presenze complessive e la partecipazione di più di 240 artisti. I dati relativi alla sola edizione 2025 evidenziano la pubblicazione di oltre 450 tra articoli e servizi giornalistici, a fronte di 890.000 visualizzazioni raccolte dai contenuti digitali distribuiti online.
La strategia amministrativa e le parole del sindaco
La gestione delle risorse e i traguardi raggiunti sono stati commentati dal primo cittadino di Cerisano, Lucio Di Gioia:
«I fondi europei hanno prodotto economia reale e hanno consentito a Cerisano di costruire un percorso di crescita fondato sulla cultura, sulla ricerca, sulla formazione e sulla capacità di attrarre nuovi investimenti. Palazzo Sersale oggi ospita un conservatorio, un polo di ricerca, un museo. Nel paese sono nate attività commerciali che due anni fa non c’erano. Abbiamo portato a Cerisano l’università, la ricerca, percorsi di formazione politica di livello nazionale e iniziative capaci di richiamare pubblico da tutta la Calabria e anche da fuori regione. Il territorio ha risposto con investimenti privati, nuova imprenditorialità e una presenza crescente di studenti e visitatori. È il risultato di una strategia precisa, fondata su alleanze istituzionali solide e su una capacità amministrativa che ha permesso di spendere tutto e rendicontare nei tempi. Che il Parlamento Europeo abbia scelto Cerisano per discutere del ruolo delle periferie nella crescita dell’Unione è un fatto che ci conferma la validità del percorso. Questo modello può essere replicato in altri borghi italiani. Ringrazio i cittadini di Cerisano e tutti i partner istituzionali e accademici che ci hanno accompagnato».



