La recente ricomparsa della difterite in Sicilia ha riacceso i riflettori sul rischio del ritorno di patologie che la profilassi sanitaria sembrava aver quasi eradicato. Sul territorio calabrese la principale criticità epidemiologica è rappresentata attualmente dalla diffusione del morbillo, confermata dall’analisi dei dati recenti.
I dati del contagio tra ambito regionale e nazionale
Nei primi cinque mesi del 2025 in Calabria si registravano 17 casi di morbillo. Nello stesso arco temporale del 2026 le segnalazioni sono salite a 265, delineando un incremento significativo. Il contesto regionale si inserisce in un trend nazionale in crescita, dove i casi complessivi in Italia sono passati da 342 a 609, segnando un aumento del 78,1%. Il Ministero della Salute ha conseguentemente sollecitato i territori a potenziare la sorveglianza epidemiologica e a incentivare i recuperi vaccinali.
Le coperture vaccinali e le soglie di sicurezza
La ripresa della circolazione virale in Calabria si intreccia con i dati relativi alle coperture vaccinali pediatriche, che continuano a posizionarsi al di sotto dei parametri stabiliti dalle linee guida. La prima dose del vaccino contro morbillo, parotite e rosolia raggiunge il 92,4% a 24 mesi di età, per poi attestarsi al 93,3% a 36 mesi. Pur evidenziando un progressivo recupero con il passare dei mesi, le percentuali rimangono al di sotto del target del 95%, identificato come la soglia minima per contrastare efficacemente la trasmissione del virus all’interno della comunità.



