La richiesta di sospendere le preaperture della stagione venatoria 2026 in Calabria viene rinnovata al Presidente Roberto Occhiuto. La sollecitazione richiama la decisione del Tar Calabria, che ha già accolto la richiesta cautelare per la sospensione della caccia al Colombaccio su ricorso dell’associazione Earth ODV, unitamente all’adesione di oltre 10.000 persone alla petizione online che chiede l’annullamento della stagione di caccia nell’intera regione. La posizione viene sostenuta dal consigliere regionale Ferdinando Laghi e dall’Opat, Osservatorio Permanente Ambiente e Territorio.
Assenza di un piano faunistico aggiornato e criticità sul catasto incendi
L’approvazione del calendario venatorio e delle relative preaperture solleva interrogativi circa l’assenza di dati ufficiali, recenti e attendibili sullo stato faunistico e ambientale del territorio regionale. Nella relazione ufficiale di accompagnamento mancano i riferimenti alla superficie complessiva degli incendi boschivi ed è assente un piano faunistico aggiornato, dato che l’ultimo documento risale al 2003.
Viene richiamata la piena applicazione della legge 353 del 2000, norma che stabilisce per 15 anni il divieto di modifica della destinazione d’uso per le aree percorse dal fuoco, prescrive il divieto di caccia ed impone l’istituzione di un apposito catasto per censire le particelle boschive colpite dagli incendi. In merito al portale regionale dedicato al catasto incendi, la pagina risulta non consultabile, evidenziando la dicitura “Dataset non disponibile”.
I dati sui roghi in Calabria e il quadro normativo di tutela
Nei primi mesi del 2026 la Calabria risulta la seconda regione italiana più colpita dagli incendi boschivi, con una stima di 1.900-2.000 ettari interessati dalle fiamme, a cui si aggiungerebbero altri 1.500 ettari colpiti nella seconda metà di luglio. Il totale provvisorio raggiunge così circa 3.500 ettari di patrimonio boschivo andati in fumo, pari a circa 5.000 campi da calcio. A fronte di questa situazione, solo 67 comuni calabresi sui 404 totali dispongono di un catasto incendi regolarmente aggiornato.
L’articolo 19 della legge statale 157 del 1992 attribuisce a Regioni e Province autonome la facoltà di vietare o ridurre l’attività venatoria per periodi stabiliti, al fine di tutelare la fauna selvatica in presenza di particolari condizioni climatiche o ambientali. In tale contesto viene auspicata l’adozione di un piano straordinario di ripopolamento faunistico a protezione degli animali superstiti. Parallelamente, si ricorda la prosecuzione della raccolta firme per i due referendum di iniziativa popolare contro la caccia, sottoscrivibili tramite SPID o Carta d’Identità Elettronica sul sito dedicato.



