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Riforma del trasporto pubblico locale, Scutellà (M5s): “Occhiuto fa il liberista a Roma ma a Catanzaro crea solo confusione”

La gestione della riforma del trasporto pubblico locale in Calabria finisce al centro di un duro attacco politico da parte del Movimento 5 Stelle. La Capogruppo del M5s, Elisa Scutellà, ha espresso forte scetticismo nei confronti dell’impostazione data dalla maggioranza di centrodestra, mettendo in discussione le ultime decisioni assunte in Consiglio regionale e la direzione intrappolata tra annunci e scadenze imminenti.

Il nodo della commissione e la questione degli emendamenti

L’attenzione della rappresentante pentastellata si è concentrata sulla convocazione della Quarta Commissione consiliare, presieduta da Sergio Ferrari, primo e unico firmatario del testo di riforma. Secondo l’esponente del M5s, la seduta rischia di rivelarsi un passaggio privo di reale efficacia procedurale.

“Il presidente sembra avere l’obiettivo di aprire solo formalmente una riflessione sulla riforma quando ha già bloccato la possibilità di presentare emendamenti alla legge”, ha dichiarato Elisa Scutellà. La Capogruppo ha contestato la scelta di invitare i sindaci delle città capoluogo in veste di semplici uditori: “Fatto molto curioso, visto che saranno loro, con propri fondi di bilancio, a dover poi sottoscrivere le quote della nascente Spa e garantire il servizio ai cittadini.”

La trasformazione da ArtCal a società per azioni e le scadenze europee

Un altro punto centrale del dibattito riguarda la scelta societaria compiuta dalla giunta regionale. La critica del Movimento 5 Stelle evidenzia il repentino cambio di rotta rispetto a quanto preventivato nei documenti di programmazione strategica per la mobilita.

“Perché il centrodestra ha deciso improvvisamente di sostituire un ente di diritto pubblico come ArtCal con una Spa? Eppure solo qualche mese fa nella redazione del nuovo piano regionale dei trasporti veniva scritto che lo sviluppo del piano sarebbe avvenuto attraverso ArtCal”, ha sottolineato Scutellà, chiedendosi le ragioni di tale modifica istituzionale.

Il timore espresso riguarda i tempi di attuazione delle procedure di gara per l’affidamento dei servizi, in un contesto segnato dalle pressanti richieste degli organi di controllo comunitari e nazionali. “Si corre il rischio di perdere altro tempo e differire l’espletamento delle gare. L’Unione Europea sta comminando multe salatissime per la violazione del principio di concorrenza e l’Autorità della concorrenza e del mercato ha imposto alla Regione di procedere, dopo 30 anni, allo svolgimento delle gare entro il 31 dicembre per evitare le sanzioni di Bruxelles”, ha precisato la Capogruppo.

L’affondo politico sulla linea della giunta

La ricostruzione della consigliera regionale si conclude con una riflessione di natura strettamente politica sulla distanza tra le dichiarazioni di principio e le azioni concrete intraprese a livello locale.

“In tutto questo l’impressione è che il centrodestra voglia solo fare melina anziché affrontare il nodo del problema”, ha concluso Scutellà, richiamando la distanza rispetto al profilo politico rivendicato dal presidente della Regione Roberto Occhiuto nei suoi interventi pubblici sulla stampa nazionale.