Una trappola tesa sui social media ha completamente prosciugato le risorse economiche di un malcapitato residente in Calabria, che in soli tre mesi ha visto sparire nel nulla ben oltre 125 mila euro. Il dramma finanziario è nato dall’illusione di profitti veloci e privi di rischio promessi da fantomatici consulenti d’investimento conosciuti in rete. Per questo poverino, rimasto oggi letteralmente a terra, privo dei propri risparmi di una vita e con il futuro compromesso, il danno subito è incalcolabile.
Questa dolorosa vicenda evidenzia con forza come sia necessario prestare una vicilanza e un’attenzione di gran lunga superiori quando si naviga in rete. Prima di effettuare qualsiasi movimento di denaro o affidarsi a presunti professionisti incontrati sui social, occorre verificare ogni singolo dettaglio: di fronte alla promessa di guadagni facili, la cautela e la diffidenza non sono mai troppe e rappresentano l’unica vera difesa contro i truffatori.
Gli specialisti della Sicurezza Informatica della Polizia, sotto la direzione della Procura locale, sono comunque riusciti a ricostruire i complessi flussi finanziari generati dal raggiro. I fondi versati dal malcapitato venivano inizialmente accreditati su carte e depositi bancari riconducibili a diverse società, per poi essere rapidamente dirottati verso ulteriori rapporti bancari esteri nel tentativo di farne perdere ogni traccia. La capillare attività investigativa ha infine consentito di individuare e segnalare all’Autorità Giudiziaria otto individui residenti nella Capitale, tra titolari e amministratori dei soggetti giuridici utilizzati per schermare il passaggio del denaro. Per tutti gli indagati, attualmente nella fase delle indagini preliminari, vale il principio di presunzione di innocenza fino all’eventuale condanna definitiva.



