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Reddito di Merito esclude il comparto AFAM: la mozione in Consiglio regionale per estendere il contributo

l tema del diritto allo studio in Calabria accende il dibattito politico e istituzionale a seguito delle recenti scelte amministrative inerenti al sostegno economico per gli studenti universitari. Al centro della questione vi è la Delibera di Giunta numero 141 del 9 aprile 2026, provvedimento che ha approvato e finanziato il bando destinato al “Reddito di Merito” per l’anno accademico 2026/2027. L’intervento, sostenuto da una dotazione finanziaria complessiva pari a 15.000.000 di euro, prevede un contributo economico fino a 1.000 euro mensili indirizzato esclusivamente agli iscritti delle quattro università statali della regione: Unical, UMG Catanzaro, UniRc e Unida.

Dalla misura economica resta al momento escluso l’intero comparto dell’Alta Formazione Artistica, Musicale e Coreutica (AFAM). Tale impostazione ha spinto il consigliere regionale Francesco De Cicco, capogruppo di Democratici Progressisti Meridionalisti, a depositare una mozione formalmente indirizzata al Presidente del Consiglio regionale per chiedere una revisione dei criteri di accesso.

Le ragioni della mozione e il quadro normativo

La richiesta di intervento nasce dalla necessità di equiparare le tutele destinate agli iscritti delle istituzioni artistiche e musicali a quelle garantite agli studenti degli atenei tradizionali, richiamando il quadro legislativo nazionale di riferimento.

«Si tratta di una discriminazione inaccettabile e non giustificabile», sostiene De Cicco. «La legge 508 del 1999 ha equiparato a tutti gli effetti i titoli rilasciati da Conservatori e Accademie ai corsi di laurea universitari di primo e secondo livello. Le nostre istituzioni AFAM — presenti a Cosenza, Reggio Calabria, Vibo Valentia e Catanzaro — sono presidi accademici di eccellenza e attrattori di talenti. Escludere i loro studenti significa creare una gerarchizzazione ingiustificata tra percorsi formativi di pari dignità, rigore e impegno economico.»

Il testo dell’atto sottolinea la presunta incompatibilità dell’attuale formulazione del bando con i principi previsti dagli articoli 3, 33 e 34 della Costituzione italiana, stabiliti per rimuovere gli ostacoli di natura economica e sociale al pieno raggiungimento dei livelli d’istruzione. L’iniziativa recepisce inoltre le sollecitazioni espresse dalle rappresentanze studentesche, dalle organizzazioni universitarie e dalle sigle sindacali.

Gli impegni richiesti alla Giunta regionale

L’iniziativa consiliare punta a impegnare l’esecutivo su interventi specifici volti a modificare l’accesso ai fondi e a riorganizzare la governance del settore.

In primo luogo, si chiede di estendere tempestivamente le agevolazioni del “Reddito di Merito” agli studenti di Conservatori e Accademie di Belle Arti attivi sul territorio calabrese, attraverso la sottoscrizione di convenzioni perequative dedicate. In secondo luogo, la mozione propone l’istituzione di un Tavolo tecnico-operativo permanente. La struttura d’incontro dovrebbe includere l’Assessorato all’Istruzione, i Rettori delle università, i Direttori degli istituti AFAM, le rappresentanze degli studenti e i sindacati, al fine di concordare una gestione condivisa delle politiche riguardanti il diritto allo studio.

«La Regione Calabria ha il dovere di attuare politiche giovanili ed educative trasparenti ed eque, capaci di valorizzare il merito senza trasformarlo in un fattore di ulteriore divaricazione sociale», conclude De Cicco.