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Rende, un tetto e un lavoro per il giovane di Mirto Crosia: la rete di solidarietà in Calabria

Un intervento immediato e coordinato sta mettendo fine alla grave condizione di marginalità in cui versava G.C., il giovane di 33 anni originario di Mirto Crosia rimasto per oltre quattro giorni senza un tetto, senza possibilità di lavarsi e di curarsi, mentre stazionava per strada nei pressi del centro commerciale Metropolis a Rende.

La situazione di emergenza ha visto l’attivazione immediata dell’Osservatorio Regionale delle Povertà Calabria, guidato dal direttore Antonio Belmonte e dal dottor Napolillo, che ha lavorato in stretta sinergia con l’Assessorato al Welfare, Politiche Sociali e Terzo Settore della Regione Calabria, guidato da Pasqualina Straface.

Il coordinamento sul territorio e il ruolo della rete sociale

L’azione congiunta ha permesso di superare rapidamente le barriere materiali e logistiche che impedivano al giovane di presentarsi ai colloqui di lavoro con la necessaria dignità. L’iniziativa ha visto il coinvolgimento diretto della Sindaca di Mirto Crosia, Maria Teresa Aiello, contattata dal direttore Belmonte, oltre che della Croce Rossa di Cosenza e della rete degli imprenditori legati all’Osservatorio. La collaborazione ha consentito di individuare un percorso integrato che garantisce al trentatreenne un alloggio, supporto alimentare, assistenza medica e un reinserimento lavorativo idoneo alle sue qualifiche ed esperienze pregresse.

L’impegno dei promotori e il valore del lavoro di rete

Nelle parole dei referenti dell’Osservatorio Regionale delle Povertà Calabria si evince il senso dell’operazione, orientata dai principi espressi da Giorgio La Pira sul dovere di offrire lavoro, casa e giustizia a chi ne è privo. «Siamo profondamente grati a tutti gli imprenditori e agli attori sociali, all’Assessora Pasqualina Straface che hanno fatto la propria parte, dimostrando grande umanità e senso civico. Questo intervento dimostra che di fronte alle nuove povertà non bisogna mai arrendersi all’indifferenza. La priorità assoluta era restituire a questo ragazzo la sua dignità attraverso il lavoro e la stabilità, e oggi possiamo dire che la strada giusta è stata tracciata», hanno dichiarato il dottor Belmonte e il dottor Napolillo. Un ringraziamento particolare è stato rivolto anche all’Arma dei Carabinieri per la vicinanza umana dimostrata sul campo durante le fasi più delicate dell’assistenza.