L’inizio di settembre in Calabria rappresenta tradizionalmente una naturale prosecuzione della stagione estiva, in particolare per i centri situati lungo le coste. Tuttavia, nel Golfo di Lamezia Terme le condizioni del mare continuano a registrare le proteste della popolazione e degli esponenti politici locali.
Le segnalazioni dei cittadini e il nodo dei monitoraggi
Nei primi giorni del mese si sono moltiplicate sulle piattaforme social le immagini e le testimonianze riguardanti lo stato delle acque costiere: mare torbido, presenza di schiume, chiazze superficiali dall’aspetto oleoso e cattivi odori che ostacolano la balneazione.
Sull’argomento si è espressa Tiziana De Matteo, segretaria cittadina di Italia del Meridione a Lamezia Terme, evidenziando le difficoltà riscontrate nel ricevere chiarimenti ufficiali:
“Quest’estate avevo deciso di rivolgere direttamente ad Arpacal alcune domande. Lo avevo fatto proprio perché, da una parte, veniva comunicata una situazione rassicurante sulla qualità delle acque di balneazione e, dall’altra, i dati diffusi da Goletta Verde e le condizioni visive e olfattive denunciate dai cittadini restituivano un quadro ben più problematico. A quelle domande, nel corso dell’intera estate, non è mai arrivata alcuna risposta”.
Le discrepanze tra i dati derivano anche dai diversi approcci di indagine. Arpacal monitora le zone destinate alla balneazione secondo i calendari normativi, mentre Goletta Verde focalizza le analisi sui punti a maggiore rischio quali foci di fiumi e canali di scarico. Nel report calabrese del 2026, Goletta Verde ha riscontrato parametri oltre i limiti di legge in 15 dei 24 campioni analizzati a livello regionale, evidenziando una criticità diffusa in prossimità dei punti di scarico.
Impatto economico e turismo nel litorale lametino
La persistere delle criticità ambientali genera conseguenze sia sulla fruibilità del litorale da parte dei residenti, sia sull’economia turistica della zona. Il confronto con altre località della costa calabrese, come Soverato, Montepaone o Catanzaro Lido, evidenzia uno scarto nella capacità di attrazione delle strutture ricettive e dei servizi balneari negli ultimi mesi estivi.
La segretaria cittadina di Italia del Meridione ha sottolineato l’effetto delle denunce pubbliche sullo sviluppo del territorio:
“A danneggiare il territorio non sono le fotografie, ma ciò che quelle fotografie mostrano. Non è chi domanda perché l’acqua sia torbida o maleodorante, ma chi lascia che lo diventi e, soprattutto, chi non spiega con chiarezza che cosa stia accadendo. Negare l’evidenza è perfino peggio dell’evidenza stessa”.
I problemi legati al funzionamento della depurazione, ai controlli sugli scarichi e alle alterazioni della superficie marina permangono al centro del dibattito pubblico sul futuro economico e ambientale del Golfo di Lamezia.



