A volte il cambiamento non arriva da una rottura, ma dalla capacità di prendere una storia, riconoscerne il valore e darle una direzione nuova. È il percorso di Laura Barbieri, protagonista dello speciale Donne che guidano il cambiamento, pubblicato su Il Sole 24 Ore, con un racconto dedicato all’Hotel Barbieri d’Altomonte e ad una esperienza imprenditoriale femminile che oggi interpreta, rinnova e proietta in avanti una realtà arrivata alla terza generazione.
Un volto femminile per una storia di impresa
Il racconto parte dalla donna, prima che dalla chef, e dalla sua capacità di leggere oggi una storia nata circa sessant’anni fa, quando la famiglia intuì il potenziale turistico di Altomonte e trasformò l’ospitalità in promozione concreta del borgo. Accanto a Michele e Alessandra, dentro una continuità familiare che ha visto protagonisti prima il nonno, poi papà Enzo e Patrizia, Laura rappresenta oggi una figura centrale di un modello che intreccia l’hotel con il ristorante, l’azienda agricola con i corsi di cucina, le degustazioni con la valorizzazione dei prodotti locali.
Oltre la ristorazione, la cultura dell’accoglienza
Il tratto distintivo dell’esperienza Barbieri è aver fatto dell’accoglienza una cultura d’impresa. Altomonte, borgo medievale tra due mari, diventa così luogo nel quale ospitalità, ristorazione, agricoltura, formazione e promozione della Calabria camminano insieme. Nella visione di Laura, il turismo non si costruisce soltanto con camere e tavoli, ma con relazioni, qualità, memoria, esperienze e capacità di raccontare una comunità.
Una leadership radicata tra Fipe e Confcommercio
Dal 2018 Laura Barbieri è presidente delle Federazione Italiana Pubblici Esercizi (FIPE) – Confcommercio della provincia di Cosenza. Dal 2019 guida anche l’associazione territoriale Confcommercio Cosenza città di Altomonte ed è consigliera provinciale dello stesso sodalizio. Un impegno che porta la sua esperienza locale dentro il sistema della rappresentanza, con attenzione alle esigenze reali della ristorazione, dell’accoglienza, del lavoro e delle imprese che operano nei territori.
Sostenibilità, formazione e valorizzazione del territorio
Nel percorso di Laura il cibo è anche educazione. Nei laboratori con le scuole i bambini imparano a lavorare gli alimenti, preparano il pranzo, scoprono la pasta fatta in casa e sperimentano la manualità della tradizione. Alla stessa visione si lega la sostenibilità quotidiana: azienda agricola visitabile, frutta e ortaggi di stagione, raccolta differenziata, compostaggio e recupero dell’olio esausto. A questo si affianca la Bottega Barbieri, con prodotti come il fico dottato caramellato, la cipolla rossa di Tropea caramellata, il peperone crusco e le conserve, concepiti come strumenti di marketing territoriale.
Il valore del lavoro di sala e la crescita della comunità
Tra le priorità risalta il riconoscimento del lavoro di sala. La ristorazione concentra spesso l’attenzione sugli chef, lasciando in secondo piano camerieri e professionisti dell’accoglienza. Si rivendica così la dignità di un mestiere che richiede capacità relazionali, pazienza, disciplina, organizzazione e responsabilità, poiché rendere nuovamente attrattivo questo lavoro significa garantire futuro al settore e qualità vera al servizio.
Il racconto restituisce il profilo di un’imprenditrice che ha preso in mano una storia familiare trasformandola in una piattaforma di turismo, cucina, sostenibilità, educazione e rappresentanza. Da Altomonte continua ad arrivare una testimonianza che si rinnova nel solco della tradizione, dimostrando come il cambiamento al femminile non sia solo una conquista individuale, ma la capacità di far crescere un’intera comunità.



