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Vannacci in Calabria senza più il sostegno di Talarico: nuovi contrattempi e polemiche interne al movimento del Generale

Come riportato dal quotidiano Il Fatto.it, l’imminente arrivo di Roberto Vannacci in Calabria per sostenere la candidatura di Domenico Giannetta alle elezioni suppletive è accompagnato da un clima di forte tensione interna. Nonostante il generale avesse espresso grandi ambizioni paragonando la provincia di Reggio Calabria a una roccaforte di consensi, la sua struttura politica sul territorio continua a perdere esponenti di primo piano. Dopo le recenti prese di distanza di diversi comitati e l’uscita di Francesco D’Aleo per contestazioni sulla linea politica, giunge ora il clamoroso addio di Giancarlo Talarico.

Eletto in assemblea nazionale con un fortissimo seguito di preferenze, Talarico ha annunciato ai microfoni de Il Fatto.it la decisione di interrompere ogni rapporto con il partito, abbandonando gli incarichi direttivi e l’associazione da lui fondata. L’ex dirigenza stima che questo strappo porterà con sé l’uscita di oltre millecinquecento sostenitori. Alla base della rottura ci sono severe critiche alla gestione del coordinatore regionale Domenico Furgiuele, la cui nomina viene descritta come un’imposizione dall’alto priva di confronto democratica. Talarico accusa la dirigenza di aver sacrificato la meritocrazia e di accogliere indiscriminatamente transfughi da altre forze politiche pur di fare numero, denunciando un ambiente lavorativo privo di rispetto per i ruoli.

Non si è fatta attendere la replica dello stesso Furgiuele, sempre sulle pagine de Il Fatto.it, il quale rispedisce al mittente ogni accusa sostenendo che il partito sia in forte crescita nella regione, con l’avvio di decine di nuovi comitati e l’adesione di migliaia di tesserati. Il coordinatore ha ridimensionato il peso politico dello strappo, attaccando direttamente le posizioni di Talarico e rivendicando la propria esperienza parlamentare. Furgiuele ha infine confermato la linea espansiva del movimento, rilanciando l’obiettivo di intercettare il consenso dei militanti delusi dal centrodestra tradizionale.