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Fondi fermi per lo screening oncologico: la denuncia del M5S sui ritardi del Governo

L’immobilismo burocratico sta bloccando risorse vitali per la tutela della salute nei territori più inquinati d’Italia. La legge di bilancio aveva stanziato due milioni di euro all’anno per il 2026 e il 2027 destinati ai programmi di screening oncologico nelle aree contaminate, ma a distanza di otto mesi manca ancora il decreto attuativo necessario per rendere operativi questi fondi. A sollevare il caso è la vicepresidente del Movimento 5 Stelle, Vittoria Baldino, che ha presentato un’interpellanza ai ministri della Salute e dell’Economia, cofirmata dai deputati Anna Laura Orrico, Riccardo Tucci e Ilaria Fontana, per chiedere risposte immediate sulla sorte delle popolazioni coinvolte, a partire da quella di Crotone.

La situazione nel Sito di Interesse Nazionale di Crotone, Cassano e Cerchiara presenta contorni drammatici confermati dalle relazioni ufficiali dello Stato. Il territorio ospita oltre un milione di tonnellate di rifiuti speciali e pericolosi, compreso l’amianto, insieme a una pesante contaminazione del suolo da metalli pesanti come arsenico, cadmio, mercurio, cromo e piombo. Questi fattori hanno determinato un eccesso di rischio tumorale ampiamente documentato dal rapporto SENTIERI, tanto che la stessa relazione del Commissario straordinario parla apertamente di un pericolo costante per la salute pubblica e per l’ambiente.

Nonostante la gravità del quadro sanitario e la convergenza politica mostrata a livello locale — dove il Consiglio regionale della Calabria ha approvato all’unanimità una mozione presentata dal M5S per un monitoraggio sanitario gratuito — il decreto ministeriale resta al palo. I deputati chiedono quindi al Governo di chiarire i motivi di questa paralisi, esigendo tempi certi per l’emanazione del provvedimento e la garanzia che il SIN di Crotone rientri tra le aree prioritarie, evitando che il ritardo burocratico faccia sfumare i fondi stanziati e lasci i cittadini senza la necessaria prevenzione.