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Terremoto giudiziario a Carolei: chiesto il carcere per il sindaco Iannucci, la giunta si dimette in blocco

La comunità di Carolei si trova al centro di un’articolata bufera giudiziaria che sta scuotendo dalle fondamenta l’amministrazione municipale alle porte di Cosenza. Gli uffici inquirenti della Procura cosentina, sotto la direzione del procuratore Vincenzo Capomolla e con la titolarità del pubblico ministero Antonio Tridico, hanno formalizzato una serie di richieste di misure cautelari che coinvolgono vertici politici, dipendenti pubblici ed esponenti del mondo imprenditoriale locale. La misura più severa riguarda il primo cittadino Francesco Iannucci, quarantacinquenne, per il quale è stato sollecitato il trasferimento in carcere.

Le accuse formulate dalla magistratura spaziano dall’alterazione delle acque destinate al consumo pubblico alla corruzione, fino alla turbativa d’asta. L’attività investigativa, avviata nel 2024 e scaturita dai dettagliati accertamenti condotti dai Carabinieri del Nucleo Investigativo di Polizia Ambientale, Agroalimentare e Forestale, punta il faro su una serie di interventi ed erogazioni di servizi effettuati tra il settembre del 2023 e il novembre del 2024. Al centro del fascicolo figura in particolare l’ipotizzato uso improprio di una sorgente idrica di zona, utilizzata per approvvigionare i serbatoi comunali nel tentativo di fronteggiare la carenza d’acqua, con il conseguente rischio di immissione di risorse non potabili nella rete cittadina.

Oltre alla gestione della risorsa idrica, il quadro delineato dagli inquirenti evidenzia presunte anomalie nella concessione e nello svolgimento di ulteriori servizi essenziali. Sotto esame sono finite le procedure di gara per la manutenzione della rete di distribuzione dell’acqua, per l’esecuzione del trasporto scolastico e per le opere di custodia e manutenzione del cimitero cittadino, unitamente ai lavori relativi all’edificio scolastico di Vadue. Secondo l’impostazione accusatoria, diversi appalti sarebbero stati condizionati per agevolare determinati soggetti economici.

Oltre alla posizione del primo cittadino, la Procura ha proposto la misura degli arresti domiciliari per altri sette soggetti. Tra questi figurano il vicesindaco Paolo Filice, di sessantasei anni; il dipendente comunale Francesco Iorio, sessantaduenne; il pensionato Francesco Porco, settantaduenne; e il funzionario della Regione Calabria Giovanni Ioele, cinquantaduenne. La richiesta di custodia domiciliare interessa inoltre tre imprenditori: il sessantatreenne Luigi Principe, attivo nelle manutenzioni idriche; il sessantunenne Francesco Pulice, operatore nei trasporti privati; e il cinquantaquattrenne Andrea Forlino, impegnato nei servizi cimiteriali.

L’impatto politico delle istanze della Procura è stato immediato e di vasta portata. Per manifestare la propria contrarietà e per protesta rispetto alla vicenda, il sindaco Iannucci, la giunta comunale e i rappresentanti della maggioranza consiliare hanno rassegnato simultaneamente le dimissioni, provocando la decadenza dell’organo esecutivo del Comune. Tutti gli indagati, dal canto loro, proclamano la propria totale estraneità alle addebiti.

Il legale del primo cittadino, l’avvocato Francesco Calabrò, ha ribadito come l’operato del suo assistito sia stato costantemente guidato dalla tutela della comunità locale e dall’esigenza di affrontare le emergenze. La difesa ha sottolineato che non vi è mai stata la volontà né il rischio di compromettere le risorse idriche, evidenziando come lo stesso sindaco e la sua famiglia risiedano a Carolei e facciano uso dell’acqua pubblica, senza che negli ultimi anni si siano registrate problematiche di natura sanitaria.

Il prossimo passaggio decisivo dell’iter giudiziario è fissato per lunedì 14 settembre di fronte al giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Cosenza, Claudia Pingitore. In tale sede, in conformità con la normativa vigente in materia di garanzie, gli indagati prenderanno parte all’interrogatorio preventivo. Soltanto al termine di queste audizioni il giudice scioglierà la riserva, valutando la solidità degli elementi indiziari forniti dall’accusa e decidendo se accogliere o meno le richieste cautelari avanzate dalla Procura.