La scienza esce dalle aule per abbracciare l’intera comunità, guidata dall’energia propulsiva dell’Università della Calabria. Presentata alla Cittadella regionale di Catanzaro, l’edizione 2026 di SuperScienceMe – Notte Europea delle Ricercatrici e dei Ricercatori trasformerà il prossimo 25 settembre l’intera regione in un enorme laboratorio a cielo aperto. Il progetto vede l’UniCal nel ruolo di capofila di una straordinaria rete scientifica che unisce l’Università Magna Graecia di Catanzaro, la Mediterranea di Reggio Calabria, l’Ateneo della Basilicata e le sedi regionali del Cnr, confermando la capacità del sistema universitario del Mezzogiorno di fare squadra con impatto reale.
L’iniziativa, sostenuta dalla Regione Calabria con un cofinanziamento di 180 mila euro nell’ambito delle politiche di valorizzazione dei talenti giovanili e delle imminenti misure sul Reddito di Merito, punta a mobilitare oltre 15 mila visitatori, coinvolgendo mille esperti e più di 200 spazi operativi.
Come evidenziato dal Rettore dell’UniCal, Gianluigi Greco, l’ambizione di quest’anno va ben oltre la consueta e viva partecipazione del campus sul Ponte Bucci. L’Ateneo ha voluto rompere i confini accademici portando la ricerca direttamente nei luoghi della vita democratica, come la Cittadella e il Consiglio Regionale. L’obiettivo è trasformare il metodo scientifico in uno strumento di partecipazione civile, riavvicinando in particolare i ragazzi e le scuole a una conoscenza vissuta da protagonisti e non da semplici spettatori.
La forza didattica e l’impatto sul territorio dell’alleanza sono stati rimarcati anche dai rappresentanti degli atenei partner, Massimo Lauria e Giovanni Cuda, e dai responsabili scientifici del Cnr e dell’Ufficio Scolastico Regionale. La risposta integrata degli atenei calabresi si conferma una bussola per l’orientamento universitario, capace di mostrare alle nuove generazioni un’eccellenza concreta e operativa, spingendole a costruire il proprio percorso professionale ed esistenziale nel proprio territorio.



