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Sanità, Scutellà (M5S): «Anatomia Patologica: l’accordo fra Hub e Spoke non ci convince»

Forte apprensione per l’assetto futuro della sanità territoriale nella provincia di Cosenza. Al centro dell’attenzione vi è la riorganizzazione dei servizi di Anatomia Patologica, un settore cruciale per le diagnosi e per l’intero sistema sanitario locale.

La posizione del Movimento 5 Stelle è stata espressa da Elisa Scutellà, capogruppo nel Consiglio Regionale della Calabria, che ha manifestato timori legati ai recenti atti amministrativi: «Siamo preoccupati per quella che sarà la futura organizzazione della rete di Anatomia Patologica sul territorio cosentino».

I dettagli della delibera e il ruolo dei presidi Spoke

Le perplessità nascono dall’analisi della Deliberazione numero 1289 del 17 settembre 2026 emanata dall’ASP di Cosenza. L’atto disciplina la convenzione stretta con l’Azienda Ospedaliera dell’Annunziata per la creazione dell’Area Funzionale di Anatomia Patologica. Secondo il provvedimento, l’Azienda Ospedaliera assume il ruolo di centro Hub, mentre l’ASP costituisce il riferimento per i presidi ospedalieri Spoke di Corigliano-Rossano e Castrovillari.

Il testo prevede un passaggio operativo fondamentale affidato a una struttura di coordinamento. «Pur prendendo atto che la delibera esclude espressamente, in questa fase, modifiche automatiche degli assetti organizzativi, trasferimenti di personale o impegni di spesa, l’attenzione resta altissima. L’atto affida a un tavolo tecnico il compito di redigere entro 15 giorni il progetto tecnico-organizzativo che definirà i flussi di lavoro e l’operatività della rete. Auspico fortemente che questa riorganizzazione non si riveli l’ennesimo strumento propedeutico al depotenziamento o, peggio ancora, alla chiusura di servizi e reparti fondamentali nei presidi di Corigliano-Rossano e Castrovillari», sottolinea Scutellà.

La tutela dei territori dell’Ionio e del Pollino

La difesa dell’assistenza sanitaria nelle aree periferiche rimane il punto centrale della questione. La perdita di operatività nei presidi periferici rappresenterebbe un danno irreparabile per le comunità locali.

«I cittadini del territorio ionico e del Pollino non possono permettersi alcun ridimensionamento dell’offerta sanitaria locale. Vigilare sull’operato del Tavolo tecnico e sui successivi atti attuativi sarà per noi un dovere prioritario: una rete integrata deve servire a migliorare i servizi e le tecnologie per i pazienti, non a spogliare i presidi territoriali. Non vorremmo che la fine del commissariamento per i calabresi si traduca in una semplice soppressione di servizi anziché in un aumento dell’offerta sanitaria», conclude Scutellà.