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Morte sospetta dopo il ricovero, il Tribunale di Paola scagiona i medici

Nessuna responsabilità penale né condotta censurabile da parte dei medici per il decesso di un uomo avvenuto dopo il trasferimento tra i presidi ospedalieri di Acri e Paola. Il Giudice del Tribunale di Paola ha chiuso la vicenda giudiziaria scaturita dalla denuncia dei familiari del paziente, accogliendo integralmente le tesi difensive dell’Avv. Francesco Nicoletti — che ha assistito una dottoressa in servizio presso la struttura di Acri — e degli altri legali impegnati nella difesa del personale sanitario coinvolto.

La ricostruzione della vicenda e il quadro clinico

I fatti risalgono al settembre del 2023, quando un paziente con pregressi problemi di natura cardiaca aveva accusato forti dolori addominali. La moglie dell’uomo si era quindi rivolta ai sanitari dell’ospedale di Acri per gli accertamenti del caso. In sede di primo soccorso, i medici avevano escluso che il disturbo fosse riconducibile a un attacco cardiaco, individuando invece una probabile occlusione intestinale.

Per garantire un inquadramento specialistico e una gestione più approfondita del quadro clinico, il personale di Acri aveva predisposto il trasferimento immediato dell’uomo presso il reparto di chirurgia dell’ospedale di Paola. Nel nosocomio paolano, secondo quanto emerso dagli atti, i medici avevano prospettato la necessità di un intervento chirurgico non indifferibile nell’immediato, programmabile per la mattina successiva previo consenso del paziente. Oltre alle indicazioni fornite ai parenti, la situazione è precipitata durante la notte, portando al decesso dell’uomo prima dell’esecuzione dell’operazione.

L’esito degli accertamenti peritali e la decisione del giudice

A seguito della querela presentata dalla moglie del defunto, la Procura della Repubblica aveva aperto un fascicolo d’inchiesta, acquisendo le cartelle cliniche e disponendo l’esame autoptico per chiarire le cause e l’epoca della morte. Alla consulenza tecnica collegiale nominata dal magistrato inquirente avevano preso parte anche i periti di parte designati dai familiari, i quali avevano presentato osservazioni critiche rispetto alle conclusioni della Procura.

All’esito dell’udienza, la decisione del Tribunale di Paola ha chiarito l’insussistenza di profili di colpa a carico del personale medico. Il Giudice ha stabilito la totale assenza di nesso di causalità tra le cure prestate e il decesso del paziente, precisando espressamente l’assenza di qualunque condotta censurabile nell’operato dei sanitari dell’ospedale di Acri che avevano preso in carico l’uomo nella prima fase dell’emergenza.