Scatteranno alle ore 7:00 di giovedì mattina le operazioni per il trasferimento di circa 150 migranti che da diversi mesi vivevano in condizioni di precarietà per le vie di Crotone, concentrati in particolare tra piazzale Nettuno, via Miscello da Ripe e l’area di Orto Tellini.
La decisione è stata notificata direttamente agli interessati dal personale dell’Ufficio Immigrazione della Questura di Crotone al termine di un’articolata serie di verifiche documentali. I trasferimenti sono stati predisposti dal Ministero dell’Interno: circa 100 cittadini stranieri troveranno posto in strutture distribuite sul territorio calabrese, mentre le restanti 50 persone verranno collocate in centri d’accoglienza situati in Abruzzo. L’intera attività preparatoria si è svolta in un clima di piena regolarità e senza alcuna tensione.
Nessuna correlazione con i fatti di cronaca: la puntualizzazione della Prefettura
Sulle modalità e sulle tempistiche dell’intervento è intervenuta il prefetto di Crotone, Franca Ferraro, con l’obiettivo di chiarire la natura dell’operazione e fugare ogni dubbio. La rappresentante dell’esecutivo ha smentito categoricamente che il trasferimento rappresenti una misura ritorsiva o una reazione diretta all’aggressione subita lunedì 21 settembre da alcuni poliziotti da parte di un cittadino nigeriano.
“Già da una settimana avevamo interlocuzioni con il ministero per trovare una sistemazione. È solo un caso che il trasferimento avvenga ora”, ha dichiarato il prefetto Ferraro per fugare ogni legame tra l’operazione e il recente episodio di cronaca.
L’analisi dei flussi: la differenza tra sbarchi in mare e “migranti di terra”
Il prefetto Ferraro ha voluto cogliere l’occasione per offrire un quadro dettagliato sulle dinamiche migratorie che interessano l’area del Crotonese, tracciando un confine netto tra i diversi canali d’ingresso sul territorio nazionale.
“Bisogna distinguere i fenomeni. Da un lato ci sono i migranti salvati in mare, che dopo l’identificazione e lo screening sanitario entrano ufficialmente nel territorio dello Stato e trovano posto al Cara di Sant’Anna o in altri centri nazionali. Dall’altro, registriamo da un anno e mezzo il fenomeno dei ‘migranti di terra’, che arrivano principalmente dal confine di Gorizia. Non sono tutti dei ‘dublinanti’, il loro ingresso, la loro condizione di indigenza, fa emergere un’immigrazione sommersa che lo stesso ministero sta analizzando”, ha illustrato la rappresentante delle istituzioni.
Burocrazia e informazioni sui social: la precisazione sulle procedure amministrative
Nel corso del suo intervento, la dottoressa Ferraro ha inteso anche fare chiarezza su alcune voci inerenti a presunte corsie preferenziali o tempistiche differenti nel territorio pitagorico per la gestione delle pratiche amministrative.
“Non è vero, le procedure sono uguali in tutta Italia. Spesso questi flussi sono guidati da messaggi fuorvianti sui social, come accadde l’anno scorso con un video su TikTok che invitava i migranti ad andare a L’Aquila”, ha sottolineato il prefetto Ferraro in merito alle dinamiche che orientano gli spostamenti sul territorio.



