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Ragazzi violenti in aumento anche in Calabria: dalla rabbia social al coltello in classe

L’escalation di aggressioni da parte dei giovanissimi nei confronti degli adulti, e in particolare del personale docente, sta assumendo i contorni di una vera e propria emergenza sociale. Sempre più spesso la cronaca racconta di episodi in cui l’autorità scolastica e genitoriale viene sfidata non più con il dialogo o la contestazione verbale, ma con la violenza fisica preordinata. Di fronte a questo scenario sorge spontaneo chiedersi cosa si sia inceppato nel meccanismo educativo: se incida la cassa di risonanza mediatica che rischia di emulare o amplificare tali gesti, se vi sia un crollo nell’educazione familiare o se l’abuso dei social network e la fruizione incontrollata di contenuti violenti online stiano progressivamente desensibilizzando i ragazzi. Una cosa è certa: il sistema attuale evidenzia una falla profonda che richiede una riflessione immediata.

L’ultimo grave episodio, fortunatamente sventato in extremis, arriva dalla Calabria e richiama da vicino la recente aggressione avvenuta nel quartiere Centocelle a Roma. A Lamezia Terme, un ragazzo di soli quattordici anni ha pianificato nei minimi dettagli una ritorsione armata contro la propria insegnante, ritenuta responsabile della sua bocciatura. Il giovane aveva nascosto un coltello nei servizi igienici dell’istituto superiore, un’area priva di sorveglianza diretta, in attesa del momento opportuno per colpire la docente.

A disinnescare il piano non sono stati i controlli interni della scuola, ma la disattenzione dello stesso studente nell’uso del digitale. Il quattordicenne ha infatti condiviso le proprie intenzioni all’interno di un gruppo Telegram con alcuni coetanei; la diffusione del messaggio tra i membri della chat ha innescato una catena di segnalazioni che ha infranto la segretezza dell’azione. L’allarme ha permesso il tempestivo intervento dei Carabinieri, che sono giunti nell’istituto prima che il giovane potesse recuperare l’arma. I militari hanno sequestrato il coltello e messo in sicurezza la struttura, trasmettendo poi tutti gli atti e i rilievi informatici alla Procura della Repubblica presso il Tribunale per i Minorenni di Catanzaro.