Muoversi su quattro ruote nelle terre calabresi comporta una spesa per il rifornimento che supera quasi ogni altro territorio della penisola. Le elaborazioni condotte sui valori medi erogati alla pompa testimoniano una realtà complessa per gli automobilisti locali, posizionando la regione stabilmente sul podio dei territori dove l’acquisto di derivati del petrolio incide con maggiore gravità sul bilancio delle famiglie. La benzina registra valori da primato battuti da pochissime altre zone d’Italia, mentre il gasolio mantiene quotazioni nettamente superiori rispetto alla soglia media nazionale, distanziando significativamente le tariffe applicate nelle aree limitrofe meridionali.
All’origine di questo divario economico concorrono motivazioni di carattere geografico e dinamiche interne al settore distributivo. La posizione geograficamente periferica della regione comporta un tragitto lungo e articolato per il trasporto degli idrocarburi, incrementando la spesa legata alla movimentazione dei prodotti raffinati. A questo fattore logistico si aggiunge la configurazione della rete di vendita locale, caratterizzata da stazioni di servizio con livelli d’erogazione inferiori rispetto alle strutture del Settentrione. Tale volume ridotto spinge gli operatori ad ampliare il margine di guadagno sulle singole vendite per compensare i costi di gestione. A chiudere il quadro interviene una presenza marginale di punti erogativi indipendenti, la cui assenza riduce la spinta concorrenziale idonea a calmierare i prezzi finali al consumatore.



