La presenza di cinghiali nei centri abitati di Catanzaro continua a generare apprensione tra i residenti, spingendo la politica locale a sollecitare misure immediate per la tutela dell’incolumità pubblica. Di fronte al ripetersi di avvistamenti e situazioni di potenziale pericolo, il consigliere comunale Stefano Capellupo ha rivolto una richiesta formale alle autorità regionali per l’adozione di un piano straordinario di contenimento.
Le zone critiche della città
La sollecitazione è stata inoltrata al Dipartimento Agricoltura della Regione Calabria e all’Ambito territoriale caccia competente. Pur coprendo l’intero perimetro urbano, la segnalazione evidenzia una concentrazione del fenomeno in specifiche aree residenziali dove il fenomeno ha raggiunto livelli di maggiore urgenza.
I quartieri maggiormente interessati dall’emergenza comprendono Gagliano, Mater Domini, Cavita, Sant’Antonio e De Filippis. In queste zone le recenti segnalazioni della popolazione e gli ultimi episodi registrati dalla cronaca locale testimoniano un rischio costante per la circolazione e la sicurezza pedonale.
Posizionamento delle gabbie e impiego dei selettori
L’iniziativa punta al superamento della fase puramente ricognitiva per passare all’attuazione pratica delle soluzioni previste dalla normativa vigente. La proposta articolata dal consigliere si focalizza su due direttrici operative complementari per ridurre l’incidenza degli esemplari sul territorio.
«Ho chiesto in particolare di procedere alla predisposizione e installazione di gabbie per la cattura nelle aree maggiormente interessate e, laddove previsto dalla normativa e garantendo tutte le necessarie condizioni di sicurezza, di programmare interventi di controllo attraverso selettori», ha dichiarato Capellupo.
L’urgenza di misure concrete per la sicurezza
Il ritardo nell’applicazione dei sistemi di cattura già previsti rappresenta uno degli elementi di maggiore criticità segnalati dall’amministrazione cittadina. L’obiettivo primario resta la prevenzione di incidenti o danni alle persone nei nuclei abitati più esposti.
«È il momento di passare dalle segnalazioni agli interventi. Le gabbie sono state più volte annunciate e richieste, ma in queste zone non si è ancora arrivati a un’azione concreta. È necessario che gli enti preposti intervengano rapidamente, individuando le aree prioritarie e mettendo in campo tutti gli strumenti disponibili. La sicurezza dei cittadini viene prima di tutto», ha concluso Capellupo.



