HomeAttualitàCariati, una finestra sulla memoria: sul...

Cariati, una finestra sulla memoria: sul palazzo Vizza nasce “Orizzonti”

Sul palazzo Vizza, in via Roma, un muro grigio e finora quasi muto si apre improvvisamente per far emergere un frammento autentico di Cariati. Si intitola “Orizzonti” ed è la nuova opera firmata dal maestro Capoano, realizzata all’interno del progetto “Memorie Visive nel Borgo”.

Sessantacinque metri quadrati di trompe-l’œil trasformano una semplice parete in una vera e propria illusione ottica. La pittura sfonda la superficie cementizia, con una prospettiva che accompagna lo sguardo direttamente all’interno del centro storico, spingendosi tra la piazza, le case e le architetture caratteristiche, fino a far sfumare il confine tra la realtà e la finzione pittorica.

La tradizione del telaio e il filo che unisce le generazioni

Al centro della composizione spicca una scena d’interni e di vita quotidiana: due giovani donne sono intenti al lavoro del telaio. Tra i colori della composizione risalta una grande coperta rossa, resa con una vivacità tale da sembrare appena tessuta.

Più in alto, in cima alle scale, la figura di un’anziana donna osserva la scena con severità discreta. È il ritratto di un sapere antico, trasmesso attraverso la semplice osservazione e la ripetizione di gesti tradizionali, senza necessità di molte parole. La presenza umana diventa così l’elemento centrale dell’opera, in cui la narrazione visiva intreccia il tema della giovinezza e della memoria.

Il racconto visivo all’interno della cinta muraria

Con la realizzazione di “Orizzonti” riprende il percorso dei murales collocati all’interno della cinta muraria del centro storico cariatese, un’iniziativa rimasta ferma per alcuni anni e ora ripartita grazie al sostegno di diversi soggetti.

L’intervento si inserisce nel contesto urbano di Cariati, la cui storia stratificata e le radici greco-bizantine trovano un nuovo canale di espressione attraverso il linguaggio figurativo. In un centro storico ricreato come racconto per immagini, ogni parete dipinta va a costituire un tassello destinato a preservare la memoria collettiva della comunità.