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Cosenza, giudice sospeso dal Csm dopo la denuncia di una diciottenne: l’ipotesi di molestie

Provvedimento cautelare della Sezione disciplinare per un magistrato penale del Tribunale di Cosenza, in servizio da appena un anno. La decisione comporta la sospensione dalle funzioni e dallo stipendio con il solo assegno alimentare, a seguito delle indagini avviate dalla Procura di Salerno e della richiesta della Procura generale della Cassazione per fatti ritenuti incompatibili con l’esercizio delle funzioni giudiziarie.

La ricostruzione dell’episodio nei pressi del centro

La vicenda trae origine dalla denuncia di una ragazza di 18 anni per un episodio avvenuto per strada, nei pressi di un parcheggio. Secondo l’incolpazione disciplinare, il magistrato di 35 anni, ex commissario di polizia, si sarebbe avvicinato alla giovane a bordo della propria vettura con il pretesto di chiedere indicazioni stradali per il Duomo. In quel contesto le avrebbe rivolto frasi a sfondo sessuale per poi abbassare i pantaloni. La giovane ha subito fotografato la targa dell’automobile, consentendo agli investigatori di risalire al proprietario del veicolo.

Il giudice contesta fermamente la ricostruzione dell’esposizione dei genitali. Nella versione fornita agli inquirenti, il magistrato ammette di aver portato una mano alla cintura dei pantaloni e di aver pronunciato un invito a sfondo sessuale nel corso di un contatto durato circa venti secondi, esprimendo rammarico per la condotta inappropriata ma respingendo le accuse più gravi.

Il no della Procura generale al solo cambio di sezione

Nel tentativo di gestire le conseguenze dell’accaduto, il giudice aveva preventivamente chiesto e ottenuto il trasferimento dal settore penale a quello civile del Tribunale di Cosenza. Una misura ritenuta tuttavia insufficiente dalla Procura generale della Cassazione, che ha insistito per la sospensione cautelare ai sensi dell’articolo 22 del decreto legislativo 109 del 2006, ritenendo la misura indispensabile per tutelare il prestigio dell’ordine giudiziario.

La difesa del magistrato ha annunciato il ricorso alle Sezioni unite civili della Corte di cassazione contro la decisione del Consiglio superiore della magistratura. Da ambienti vicini alla difesa viene inoltre avanzata una lettura che collega il rigore della decisione al clima politico generale e al dibattito sui test psicoattitudinali per l’accesso in magistratura, i cui criteri di inidoneità sulle aree cognitiva, emotiva, relazionale, etico-valoriale e organizzativa sono stati approvati dal Csm il 16 settembre 2026.

Le ipotesi di reato e i risvolti penali a Salerno

Sul piano penale la competenza spetta alla Procura di Salerno, quale ufficio giudiziario individuato per i procedimenti relativi ai magistrati del distretto di Catanzaro. Le contestazioni provvisorie riguardano le ipotesi di atti osceni in luogo pubblico e molestie.

L’eventualità che la fattispecie di atti osceni conservi rilevanza penale anziché amministrativa dipende dall’accertamento delle condizioni previste dall’articolo 527, secondo comma, del codice penale, ovvero se il fatto sia avvenuto nelle immediate vicinanze di luoghi abitualmente frequentati da minori con il conseguente pericolo di visione. Per il reato di molestie di cui all’articolo 660 del codice penale la procedibilità rimane legata alla querela della persona offesa, con la possibilità di un’eventuale estinzione del procedimento in caso di remissione a seguito di risarcimento e scuse, scenario al momento solo ipotetico. Il percorso penale e quello disciplinare proseguiranno su binari distinti.