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Chirurgia all’ospedale di Soverato, il grido d’allarme degli infermieri conferma le difficoltà del reparto

Il reparto di Chirurgia dell’ospedale di Soverato torna al centro del dibattito politico e sanitario a causa delle gravi criticità legate alla carenza di personale. A riaccendere i riflettori sulla vicenda è la nota del sindacato infermieri Nursind di Catanzaro, che ha denunciato le precarie condizioni di lavoro in cui versa il personale sanitario all’interno della struttura, chiedendo un intervento immediato all’Azienda Sanitaria Provinciale.

Sulla questione è intervenuto il consigliere regionale Ernesto Alecci, il quale ha ricordato come già un mese fa la comunicazione ufficiale del reparto di Chirurgia Generale avesse evidenziato la necessità di sospendere i ricoveri ordinari e urgenti per l’impossibilità di garantire i turni.

Mancanza di programmazione e risposte strutturali

Secondo quanto evidenziato da Alecci, la denuncia del sindacato conferma le perplessità espresse nelle settimane scorse circa la gestione dell’emergenza. Il consigliere ha sottolineato come le rassicurazioni giunte dopo le sue prime segnalazioni non abbiano trovato riscontro nella realtà operativa del reparto, dove il personale continua ad affrontare carichi di lavoro sostenuti.

«Un mese fa avevo sollevato dubbi sugli interventi “tappabuchi”. Manca la programmazione attraverso azioni strutturali che garantiscano la continuità delle prestazioni. Chi doveva occuparsi delle soluzioni probabilmente si è preoccupato più di rispondere sui giornali invece di affrontare la situazione», ha dichiarato Ernesto Alecci.

La nota del Nursind ha posto l’accento sul ricorso agli straordinari e alle prestazioni aggiuntive per garantire la copertura dei turni, in un contesto in cui il personale risulta già da tempo sotto pressione.

Le ripercussioni sul sistema sanitario locale

Il nodo centrale della vicenda resta quello della pianificazione a lungo termine dei servizi sanitari sul territorio. Alecci ha richiamato l’attenzione sulla necessità di superare la logica dell’emergenza continua per assicurare stabilità alle strutture ospedaliere e tutelare sia gli operatori che l’utenza.

«Siamo punto e capo. Al di là del sempre prezioso lavoro che svolge il personale sanitario, che non smetteremo mai di ringraziare, tra difficoltà e sacrifici, quello che manca, ancora una volta, è la programmazione. Come ho sempre detto non è possibile rincorrere sempre le emergenze. Nella sanità calabrese cambiano i manager, in un paradossale scambio di ruoli con le stesse pedine, ma restano i nodi, restano i dubbi, restano le magagne. E a pagarne le spese sono sempre i pazienti e il personale che continua a lavorare in condizioni precarie», ha concluso il consigliere regionale.