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La sfida ai superbug: a Cosenza il congresso SAFE indica la rotta tra prevenzione e governance

La risposta alla minaccia dei microrganismi multiresistenti richiede una strategia che superi la semplice ricerca di nuove molecole farmacologiche. Durante la due giorni del congresso SAFE (Superbugs, Antimicrobial Stewardship, Farmacoterapia, Epidemiologia), svoltosi a Cosenza presso l’Ordine dei Medici e promosso dai professori Andrea Bruni, Eugenio Garofalo e Alessandro Russo, è emersa la necessità di strutturare sistemi sanitari focalizzati sulla prevenzione, sulla tempestività diagnostica e sulla gestione coordinata dei processi clinici.

Una minaccia globale e un nuovo modello di intervento

Le stime richiamate dall’Organizzazione Mondiale della Sanità indicano che, in assenza di un cambio di passo nelle strategie di contrasto, le infezioni causate da batteri resistenti potrebbero provocare fino a 10 milioni di decessi all’anno entro il 2050. Questo scenario impone azioni preventive ben prima che il paziente necessiti di un trattamento terapeutico.

Il dibattito ha visto la partecipazione di docenti universitari, clinici e rappresentanti di società scientifiche, tra cui Elena Giovanna Bignami per la SIAARTI, Matteo Bassetti per la SITA e Cristina Mussini per la SIMIT. Le indicazioni emerse sottolineano come la resistenza agli antimicrobici non costituisca un problema limitato all’ambito ospedaliero o alla sola terapia farmacologica, ma una dinamica complessa che richiede interventi integrati di sorveglianza, diagnostica e controllo delle infezioni. Tale approccio si inserisce nel quadro del piano globale dell’OMS sull’antimicrobico-resistenza 2026-2036, fondato sul principio One Health.

Riddefinire la stewardship e la gestione dei processi

Nel corso dei lavori, la stewardship antimicrobica è stata definita non come un mero insieme di adempimenti amministrativi, ma come governo effettivo dei percorsi di cura. Questo modello prevede l’ottimizzazione di ogni fase: dalla tempistica della diagnosi all’inizio del trattamento, fino alla scelta, modifica o sospensione della terapia e al monitoraggio dei risultati.

Le sessioni scientifiche hanno analizzato la gestione dei microrganismi multiresistenti, quali i Gram-negativi produttori di ESBL, KPC e MBL, e le infezioni nei pazienti critici, approfondendo l’apporto delle nuove tecnologie a supporto delle decisioni cliniche. Dal congresso è emersa la necessità di una rete interdisciplinare che colleghi laboratori, reparti degenziali, farmacie e strutture territoriali, con l’obiettivo di preservare l’efficacia delle terapie attuali e garantire la continuità delle cure future.