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Fine del taglio alle accise sul gasolio, la scure dei rincari incombe sugli automobilisti

Il settore dei carburanti si trova di fronte a un passaggio cruciale con l’imminente scadenza del taglio da 6,1 centesimi di euro sulle accise del gasolio, una misura destinata a lasciare il posto al meccanismo delle accise mobili. Il cambio di regime rischia di innescare nuovi rialzi nei listini alla pompa del diesel, malgrado la recente flessione delle quotazioni registrata sul territorio nazionale. Un quadro complesso, sul quale influiscono direttamente l’andamento del mercato petrolifero e la persistenza delle tensioni geopolitiche.

Gli sconti della rete e la richiesta di proroga del Codacons

Il monitoraggio dell’andamento dei prezzi in Italia evidenzia come le recenti iniziative promozionali e i tetti di prezzo applicati dalle compagnie abbiano garantito un temporaneo sollievo ai consumatori. Sulla rete ordinaria, la benzina ha registrato un calo medio di 11 centesimi al litro in una settimana, traducendosi in una minore spesa di 5,50 euro per un pieno, mentre il gasolio è sceso di 13,3 centesimi, assicurando un risparmio di 6,65 euro. La flessione è risultata ancora più consistente sulle autostrade, con ribassi di 19 centesimi per la benzina e 19,1 centesimi per il diesel, pari a un risparmio nell’ordine dei 9,50 euro a rifornimento.

L’impatto complessivo del periodo bellico continua tuttavia a pesare in maniera significativa. Il prezzo del gasolio resta superiore di 52,1 centesimi al litro (+30,2%) rispetto alla fase precedente al conflitto in Iran, generando un aggravio superiore a 26 euro per ogni singolo pieno. In merito alla rimozione del taglio fiscale sul gasolio, la posizione dell’associazione dei consumatori si sintetizza nella richiesta formulata ai marchi petroliferi: «Chiediamo alle compagnie petrolifere di prorogare sconti e price cap almeno fino a fine anno, considerato che le quotazioni petrolifere sono ancora a livelli elevatissimi e che il conflitto in Medio Oriente non sembra destinato a risolversi a breve».

Il bilancio economico del caro carburanti per le famiglie

Le ripercussioni della spinta inflazionistica sui carburanti emergono dai calcoli effettuati da Adusbef sui consumi della rete stradale e autostradale. Nel semestre compreso tra marzo e agosto 2026, gli automobilisti italiani hanno destinato circa 30 miliardi di euro per i rifornimenti alla pompa. Il confronto con l’analogo periodo del 2025, quando la spesa complessiva si attestava a 25,3 miliardi di euro anche per effetto della differente struttura delle accise applicata a inizio anno, mostra un incremento della spesa di oltre 4,7 miliardi di euro in sei mesi. La sola stagione estiva nei mesi di luglio e agosto ha generato un maggior costo di 1,7 miliardi di euro.

I rilevamenti aggiornati dell’Osservatorio sui prezzi dei carburanti del Mimit attestano per la giornata di domenica 4 ottobre 2026 un prezzo medio nazionale in modalità self service pari a 2,049 euro al litro per la benzina (in flessione rispetto ai 2,052 euro del giorno precedente) e a 2,244 euro al litro per il gasolio (rispetto ai 2,247 euro di ieri). Sulla rete autostradale i valori medi rilevati si attestano a 2,064 euro al litro per la benzina e a 2,268 euro al litro per il gasolio.