Un’ondata di mobilitazioni sta interessando diverse piazze italiane e del Mezzogiorno, dalla Cittadella regionale di Catanzaro fino a Napoli, dove autotrasportatori, agricoltori e cittadini manifestano contro l’aumento dei costi energetici, del carburante e il generale incremento del costo della vita.
La protesta, guidata tra gli altri dai referenti di Fedralog, pone l’accento su tariffe del carburante che hanno toccato i 2,42 euro al litro e su margini aziendali ridotti, storicamente compresi tra il 3% e il 5%, mettendo a rischio la sopravvivenza di imprese e cooperative.
In questo contesto, l’Osservatorio regionale delle povertà ha diffuso una nota firmata dal Direttore Antonio Belmonte, intervenuto per analizzare la portata economica e sociale della situazione in corso.
La frattura economica e le ricadute sul lavoro
Il quadro descritto dall’Osservatorio evidenzia come le difficoltà attuali stiano impattando in modo diffuso sul tessuto produttivo regionale e sulla tenuta delle famiglie.
«Da alcuni anni sensibilizziamo e denunciamo con forza e sui media questa grave situazione che adesso si sta acutizzando», ha affermato Antonio Belmonte.
Nel suo intervento, il Direttore dell’Osservatorio ha richiamato l’attenzione sui rischi legati alla tenuta operativa delle attività economiche e alle relative conseguenze occupazionali.
«Quando un’impresa con decine di dipendenti rischia il fallimento a causa di costi energetici e di gestione fuori controllo, a crollare non è solo il profitto, ma la dignità del lavoro e la stabilità di centinaia di famiglie», ha continuato Belmonte.
Le richieste delle organizzazioni e le proposte di intervento
Alla discussione sulle criticità del comparto produttivo si collegano anche le posizioni espresse da Confapi Calabria, che ha proposto di trattenere a livello locale una quota del valore dell’energia prodotta sul territorio. L’obiettivo indicato riguarda l’accesso a tariffe competitive per le piccole e medie imprese e l’agevolazione delle procedure per accedere alle risorse destinate alla transizione energetica.
A fronte di questo scenario, l’Osservatorio ha formalizzato una serie di indicazioni rivolte alle istituzioni regionali e nazionali, richiedendo l’istituzione di un tavolo di confronto urgente e permanente, l’adozione di interventi di sostegno alla liquidità delle aziende, misure di contrasto alle speculazioni sui beni di prima necessità e la tassazione degli extraprofitti.
«Riteniamo urgente l’apertura di un tavolo permanente in ciascuna delle cinque province calabresi, con il coinvolgimento di sindacati, Confapi e dell’Osservatorio stesso, per dare risposte immediate a chi sta subendo gli effetti dell’aumento dei costi», ha concluso Belmonte.
L’ente ha evidenziato la necessità di un dialogo coordinato tra la Regione Calabria, le Prefetture e le parti sociali per affrontare le problematiche relative al costo dell’energia e alla sostenibilità delle imprese.



