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Sondaggi sulle intenzioni di voto: Meloni allunga in vetta, Schlein sale mentre Conte arretra

L’ultimo monitoraggio sulle preferenze degli elettori, diffuso da Swg nell’appuntamento informativo del TgLa7 condotto da Enrico Mentana, offre un quadro aggiornato dei rapporti di forza tra i partiti nell’eventualità di un ritorno immediato alle urne. I dati evidenziano oscillazioni significative e trend contrastanti rispetto all’ultima rilevazione.

In cima ai gradimenti si conferma saldamente la forza politica guidata da Giorgia Meloni, Fratelli d’Italia, che registra un incremento dello 0,3% e raggiunge il 27,7%. All’interno dello schieramento di maggioranza si osserva un progresso anche per Forza Italia sotto la guida di Antonio Tajani, che sale al 7,1% (+0,2%), e per la Lega di Matteo Salvini, in lieve ripresa al 5,2% (+0,1%). Resta invece al 1% la rappresentanza di Noi Moderati guidata da Maurizio Lupi. Frena la componente guidata da Roberto Vannacci, Futuro Nazionale, che cede due decimi e si attesta al 7,8%. Complessivamente, l’alleanza di centrodestra raccoglie il 41% dei consensi, una quota che salirebbe al 48,8% qualora si includesse la formazione di Vannacci.

Sul fronte dell’opposizione, il Partito Democratico guidato da Elly Schlein si conferma la principale forza dell’area progressista salendo al 20,7% (+0,2%). Al contrario, il Movimento 5 Stelle di Giuseppe Conte subisce una flessione dello 0,2%, scivolando al 12,6%. Mantiene la propria posizione l’Alleanza Verdi e Sinistra di Nicola Fratoianni e Angelo Bonelli, ferma al 6,6%. Tra i gruppi minori dell’area riformista e liberale si registrano contrazioni generalizzate: +Europa di Riccardo Magi scende all’1,6% (-0,1%), Italia Viva con Matteo Renzi arretra al 2,3% (-0,1%) e Azione di Carlo Calenda perde un decimo attestandosi al 3,1%. Invariato all’1% il dato relativo al Psi di Enzo Maraio.

L’asse di centrosinistra composto da PD, M5S, AVS e +Europa incassa complessivamente il 41,5% delle preferenze. L’eventuale allargamento dell’alleanza a Italia Viva porterebbe la coalizione al 43,8%, mentre con l’ulteriore adesione di Azione l’ipotetico fronte progressista raggiungerebbe il 46,9%.