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Sanità e prevenzione pandemica, la Rete degli Istituti Zooprofilattici Sperimentali come modello di sicurezza nazionale

La preparazione del sistema sanitario di fronte alla minaccia di future emergenze pandemiche rappresenta uno dei temi centrali nel dibattito globale sulla sicurezza della salute pubblica. In merito alle valutazioni emerse dal recente rapporto della Commissione NUS–Lancet PRIME, presentato nel corso dell’81ª Assemblea generale delle Nazioni Unite e secondo cui il contesto mondiale risulta ancora fragile di fronte a nuovi rischi epidemici, il contributo della rete sanitaria italiana offre una prospettiva differente fondata su modelli integrati già operativi nel Paese.

L’approccio One Health e il ruolo strategico della diagnostica

La capacità di risposta alle crisi sanitarie si basa su elementi chiave quali l’evoluzione delle tecnologie scientifiche e l’integrazione tra differenti discipline di controllo. L’esperienza maturata durante l’emergenza da Covid ha evidenziato come la cooperazione strutturata tra l’ambito medico e quello veterinario costituisca un fattore determinante per l’intercettazione tempestiva dei rischi biologici.

“Per la prossima pandemia siamo certamente più preparati, sia dal punto di vista tecnologico che scientifico. Ma non dobbiamo dimenticare alcune lezioni che ci ha lasciato il Covid. Primo, che One Health non è uno slogan: quando arriva un nuovo patogeno, la distinzione tra medicina umana e medicina veterinaria diventa molto meno importante della capacità di lavorare insieme. Secondo, il tempo. Quanto tempo passa tra il primo segnale e la sua identificazione? Quanto tempo impieghiamo per sequenziare un agente? E, soprattutto, quanto tempo passa prima che quell’informazione arrivi a chi deve assumere una decisione? Il salto di qualità non è semplicemente produrre più dati, ma metterli in relazione”, ha dichiarato Giuseppe Iovane, Direttore Generale dell’Istituto Zooprofilattico Sperimentale del Mezzogiorno, intervenuto in rappresentanza della Rete degli Istituti Zooprofilattici Sperimentali.

Gli Istituti Zooprofilattici come presidio di sicurezza e sorveglianza sul territorio

La presenza sul territorio nazionale degli Istituti Zooprofilattici Sperimentali garantisce un’infrastruttura consolidata per il monitoraggio costante degli agenti patogeni e della salute ambientale. Questa rete mette a disposizione competenze specialistiche e strumenti avanzati di sequenziamento e diagnostica molecolare per prevenire e circoscrivere eventuali minacce.

“Ancora, il Covid ha fatto emergere con grande chiarezza qualcosa che noi conoscevamo già: gli Istituti Zooprofilattici Sperimentali Italiani non sono semplicemente laboratori veterinari, ma una vera infrastruttura di sicurezza sanitaria nazionale. Quando è arrivata un’emergenza completamente nuova, la Rete IZS non ha dovuto inventare un modello organizzativo: possedeva già laboratori, professionalità, diagnostica molecolare, capacità di sequenziamento e, soprattutto, una cultura della sorveglianza delle malattie infettive. E noi Istituti Zooprofilattici siamo quotidianamente dentro questa interfaccia: controlliamo gli allevamenti, gli animali selvatici, gli alimenti, i vettori, osserviamo ciò che accade nel territorio e possiamo integrare queste informazioni con quelle ambientali. La sorveglianza veterinaria e ambientale, quindi, non deve essere considerata periferica rispetto alla medicina umana: può rappresentarne un vero avamposto epidemiologico”, ha aggiunto il Direttore Generale.

Le sfide future: interoperabilità delle banche dati e digitalizzazione

Il consolidamento di un sistema preventivo efficace richiede l’adozione di metodologie evolute per la gestione delle informazioni e il collegamento in tempo reale tra le diverse strutture sanitarie comunitarie e nazionali. La capacità di analizzare dati complessi consente di anticipare la diffusione dei patogeni attraverso l’impiego di tecnologie digitali e analisi predittive.

“Il problema del futuro sarà trasformare l’enorme quantità di informazioni in conoscenza utilizzabile prima che l’emergenza esploda. Dobbiamo immaginare una Rete di sentinelle interconnesse, quella degli Istituti Zooprofilattici Sperimentali, nella quale un’anomalia riscontrata in Campania possa essere immediatamente confrontata con ciò che sta accadendo in Lombardia, in Sicilia o nel resto d’Europa. Sequenziamento genomico, epidemiologia molecolare, banche dati interoperabili e intelligenza artificiale potranno aiutarci a riconoscere correlazioni e anomalie molto prima di quanto riusciamo a fare oggi, saranno poi le competenze scientifiche e territoriali a dargli un significato. La prossima emergenza, quindi, si affronterà meglio se saremo capaci di passare da un sistema che reagisce rapidamente a un sistema che, quando possibile, anticipa il rischio”, ha concluso Giuseppe Iovane.