I dati recenti diffusi dalla Fondazione Gimbe tracciano un quadro complesso per la sanità nazionale, con oltre 18 miliardi di euro di riduzione della spesa destinata all’assistenza sanitaria, fenomeno che alimenta l’allungamento delle liste d’attesa. In questo contesto, l’apertura del Nuovo Ospedale della Sibaritide rappresenta un punto di riferimento cruciale per la tutela della salute del territorio.
Lo stato degli ambulatori e la gestione del personale
Dopo il primo momento dell’inaugurazione, la priorità si sposta sul completamento dell’offerta sanitaria. Attualmente risultano operativi 9 ambulatori dei 22 previsti all’interno della struttura. La fase successiva richiede la gestione del trasferimento delle apparecchiature e del personale sanitario, tra cui medici e infermieri.
Il passaggio organizzativo mira a tutelare i servizi già attivi nei presidi di Corigliano e Rossano, evitando un ridimensionamento delle prestazioni durante la transizione verso la sede di Insiti. L’obiettivo espresso per il nuovo presidio è l’attivazione a pieno regime di tutti gli spazi previsti, mantenendo continuità nell’assistenza ai pazienti e un’adeguata copertura di organico.
Le dichiarazioni sulla fase di transizione
Sulla necessità di completare i passaggi operativi si registra l’intervento dell’avvocato Rosellina Madeo, vicepresidente della Commissione Sanità, che ha evidenziato l’importanza dei prossimi passi organizzativi.
“È adesso che arriva il momento più delicato, più complesso che costruire la struttura stessa. Ora c’è la fase di trasferimento dei macchinari e del capitale umano: medici, infermieri e tutto il personale sanitario. Questo passaggio deve essere fatto con la massima cura e velocità affinché i reparti ancora attivi nei due spoke delle aree urbane di Corigliano e Rossano non vengano depotenziati ai danni dei pazienti e quelli attivati a Insiti non siano a mezzo servizio per carenza di sanitari”, ha dichiarato la vicepresidente della Commissione Sanità.



