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Caro bollette e bilanci comunali: Omnia Energia lancia una campagna di ascolto per i Comuni calabresi

In Calabria il 54,2% dei Comuni risulta interessato da almeno una procedura di crisi finanziaria. Secondo le relazioni della Corte dei conti, il peso delle bollette insolute può incidere per oltre un quinto nelle procedure di dissesto degli enti locali.

L’energia non rappresenta più una semplice voce di spesa, ma una crepa silenziosa nei bilanci pubblici: consuma risorse, irrigidisce la gestione, riduce i margini amministrativi e può trascinare i Comuni in circuiti onerosi come il regime di salvaguardia. La transizione energetica nei territori calabresi richiede dunque un’analisi dettagliata sui consumi reali, sugli sprechi e sui potenziali risparmi legati al patrimonio energetico locale.

La campagna di ascolto e l’intervento di Omnia Energia

Vincenzo D’Agostino, Amministratore Delegato di Omnia Energia Spa, ha annunciato l’avvio di una campagna di ascolto, sensibilizzazione e assistenza rivolta ai Comuni della regione. L’iniziativa prevede incontri con i sindaci e le amministrazioni nelle sedi municipali per analizzare consumi, contratti, forniture, impianti, criticità e opportunità.

«I Comuni non devono essere lasciati soli davanti alla complessità energetica. Governare una bolletta significa liberare risorse per la comunità. Riattivare un impianto significa ridurre il costo delle bollette, significa incassare di più dal Gse per aver immesso più energia in rete e significa incassare di più i contributi del conto energia. Uscire da una condizione contrattuale penalizzante significa restituire ossigeno al bilancio. Per Omnia, questa campagna è un’azione di responsabilità sociale: portare competenza dove serve, ascoltare prima di proporre, educare al risparmio e fare della transizione energetica una scelta quotidiana, dal basso» ha dichiarato Vincenzo D’Agostino.

I rischi del regime di salvaguardia e la mappatura dei consumi

Gli enti locali che, per morosità o per perdita delle condizioni contrattuali ordinarie, finiscono in regimi di fornitura in salvaguardia affrontano costi più elevati e complessi da gestire. Il ritardo nel pagamento delle utenze rischia di irrigidire la spesa pubblica, rendendo difficoltoso il rientro in una gestione ordinaria.

Per far fronte a questa situazione, la proposta dell’azienda parte da un audit energetico per mappare il patrimonio immobiliare comunale, verificare utenze, fatture e fornitori, e controllare gli impianti fotovoltaici esistenti inattivi o sottoutilizzati, oltre a individuare terreni ed edifici pubblici utilizzabili per nuovi investimenti.

Il modello Omnia Performance e la valorizzazione del patrimonio pubblico

La strategia proposta prevede un approccio graduale attraverso il servizio OMNIA PERFORMANCE. L’intervento parte dall’individuazione della produzione dell’ultimo anno da fotovoltaico e prevede per il Comune un costo commisurato a una parte del valore aggiuntivo ricavato dall’impianto a seguito dei lavori di manutenzione. Se l’impianto non produce più di quanto fatto nell’anno precedente, l’ente locale non sostiene alcun costo.

Scuole, municipi, palestre, depuratori, impianti sportivi e strutture pubbliche possono così rientrare in un piano di efficientamento volato alla riattivazione degli impianti fermi e al controllo dei consumi, trasformando le superfici e le strutture comunali in risorse per il risparmio economico.