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Rosa Marchio prima psicologa forense e criminologa del Reventino

Inseguire i sogni è la strada per trovare la forza e la determinazione necessarie a raggiungere i traguardi prefissati. Un percorso che descrive l’itinerario formativo di Rosa Marchio, giovane studentessa nata e cresciuta a Decollatura, nel Reventino, dove vive con il padre Enzo, la madre Daniela e il fratello Cristian.

Dopo aver completato gli studi dall’infanzia al diploma di liceo scientifico nel 2021 nel comune presilano, la professionista ha intrapreso gli studi universitari nel campo della psicologia. Il percorso accademico ha portato il conseguimento della laurea triennale in Scienze e Tecniche di Psicologia Cognitiva l’8 ottobre 2024 presso l’Università Magna Graecia di Catanzaro, per poi proseguire con la specializzazione nel settore forense.

L’ambito della psicologia forense e criminologica, salito spesso alla ribalta della cronaca per le vicende giudiziarie e mediatiche nazionale, rappresenta un punto di intersezione tra la psiche umana, la giustizia e il comportamento. L’itinerario accademico di Marchio ha raggiunto il traguardo il 14 ottobre con il conseguimento della laurea magistrale con la votazione di 110/110, lode e menzione d’onore, preceduto il 1° ottobre dal superamento dell’esame di abilitazione alla professione.

Dalla prevenzione della devianza giovanile all’analisi del cybercrime

Accanto allo studio teorico, il percorso ha visto lo svolgimento di attività pratiche e di tirocinio professionalizzante. Tra queste, la partecipazione per due anni a progetti come SuperScienceMe, focalizzati sul lavoro con giovani a rischio devianza e autori di reati.

L’approfondimento della materia si è concentrato sulle nuove frontiere dei reati digitali con la tesi intitolata «Cybercrime: trauma, attaccamento e rappresentazioni dell’esperienza di vittimizzazione nelle manipolazioni digitali». L’elaborato si focalizza sulle truffe e sulle manipolazioni relazionali online, analizzando le conseguenze psicologiche e il vissuto delle vittime.

“Ho scelto di approfondire questo argomento perché credo sia fondamentale comprendere non soltanto le dinamiche del reato, ma anche le persone che lo subiscono, il modo in cui vivono ciò che è accaduto e il percorso attraverso cui cercano di elaborarlo”, ha spiegato Rosa Marchio. “In un contesto in cui le relazioni si sviluppano sempre più spesso anche attraverso gli strumenti digitali, ritengo importante promuovere una maggiore consapevolezza su queste forme di vittimizzazione”.

La ricerca scientifica e il legame con la comunità d’origine

Nel corso degli studi magistrali, la neodottoressa ha affiancato l’attività didattica alla ricerca, collaborando alla stesura di un articolo scientifico con la relatrice, la professoressa Saladino.

“Un ringraziamento particolare va alla professoressa Saladino, che è stata la mia relatrice e una vera guida durante questo percorso. Il suo sostegno, i suoi insegnamenti e le occasioni di confronto sono stati preziosi per la mia formazione”, ha dichiarato la psicologa, richiamando anche l’importanza del supporto familiare ricevuto. “Un posto particolare nel mio cuore occupa la mia famiglia che mi ha insegnato tutto e mi ha sostenuto guidandomi, passo passo, nel mio percorso di formazione e crescita, soprattutto dal punto di vista umano e valoriale”.