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Il Morzello Catanzarese d’o Zzu Toninu sbarca a Catanzaro Lido

Serata indimenticabile a Catanzaro Lido, dove il locale “a fettina d’o Zzu Toninu” ha accolto una qualificata delegazione dell’Illustrissima Congrega del Morzello Catanzarese, fondata nel secolo scorso dal grande Cesare Mulé. La delegazione, guidata dal Cavaliere del Morzello Luigi Stanizzi e dal Gran Ciambellano Umberto Falvo, per l’occasione ha cooptato nella giuria personalità d’eccezione: il re del commercio Tonino Sciarrone, pioniere delle attività economiche a Bellavista di Catanzaro e ambasciatore nel mondo delle eccellenze catanzaresi; la dottoressa Anna Bruno, medico legale di eccezionale buon gusto, eleganza, generosità e sensibilità sociale; il dottor Mimmo, il cui cognome rimane in incognito, che nonostante il morzello sia piccante, senza un po’ di ‘nduja si sente a disagio; e poi il grande artista poliedrico, scultore e chef privato rinomato Luigi Verrino, fondatore della celeberrima Calabroparati, insieme all’inseparabile compagna, la pianista Nina.

Un tavolo imbandito da re, da fare invidia: morzello di vitello fumante e pitta a ruota di carro, morzello di baccalà, soffritto, polpette di carne, patate e peperoni, soppressate, salsicce, capocollo, guanciale, formaggio, olive schiacciate, virdeddha, vale a dire lumache, “a carna de lavoratori”, tutto rigorosamente fatto in casa. A completare il quadro, seducenti effluvi di vini unicamente calabresi per un’esperienza fantastica.

L’Illustrissima Congrega del Morzello, fondata nel 2003 da un manipolo di amici veri sotto l’egida dell’ex sindaco storico di Catanzaro professor Cesare Mulè, ha fatto così irruzione a sorpresa nel locale di Lido, segnalato opportunamente dal Cavaliere Sciarrone. La Commissione ha decretato con giudizio unanime e insindacabile sulla qualità della pietanza servita: “Eccellentissimo e Sopraffino”.

Al giudizio generoso della rinomata, prestigiosa, autentica e incorruttibile Commissione hanno contribuito la gentilezza, la disponibilità, la simpatia e l’autenticità del titolare Tonino Zangari, coadiuvato eccezionalmente per l’occasione dal figlio Pietro e signora. La premiazione sfata un mito: è vero che Catanzaro è l’unica città al mondo in cui si prepara il morzello, ma i confini con U Zzu Toninu si allargano e arrivano nientemeno che a Catanzaro Lido.

Tonino è figlio d’arte. Il suo locale è ristorante, trattoria, macelleria, griglieria, tutto ad alti livelli, e prepara anche pesce. Sempre aperto, il titolare è sempre presente e non ha mai fatto un giorno di ferie, animato dal vizio inguaribile del lavoro. Una qualità massima affiancata da prezzi minimi: primo, secondo, contorno e un quarto di vino a soli 15 euro.

L’albero genealogico della famiglia affonda le sue radici nella storia locale: Antonio Zangari è nato a Catanzaro il 10 marzo 1951, figlio di Piero Zangari, nato a Davoli il 29 settembre 1915, a sua volta figlio di Francesco Zangari. La famiglia, originaria di Davoli, ha iniziato la propria attività nel settore della macellazione delle carni nel lontano Novecento, tramandando il mestiere di generazione in generazione e creando a Catanzaro una vera e propria istituzione.

Antonio ha iniziato da piccolissimo a intraprendere la sua strada nella bottega di famiglia, dimostrando subito una grande passione e devozione per il mestiere. Dopo aver lavorato in importanti macelli a Catanzaro e nella Capitale, al suo rientro da Roma ha deciso di aprire una propria attività, che nel 2011 ha trasformato in quello che adesso è “a fettina d’o Zzù Toninu”, amico storico e fraterno del grande chef Peppino Sirianni, onore e vanto della Calabria, autore del fortunato ricettario “Guliji”.

Al momento della consegna della pergamena, che certifica la grande qualità del morzello, il locale era gremito di amici e clienti che degustavano con gioia, tra cui un tavolo di visitatori veneziani. Tra una chiacchiera e l’altra, gli ospiti veneti sono rimasti favorevolmente colpiti dall’apprendere del legame storico tra Cropani, in provincia di Catanzaro, e Venezia, risalente all’anno 831 per le reliquie di San Marco Evangelista.

Nel corso del trasferimento delle spoglie di San Marco, trafugate da Alessandria d’Egitto verso Venezia, una violenta tempesta nel Golfo di Squillace fece naufragare la nave veneziana sulle coste di Cropani. Gli abitanti del borgo calabrese salvarono e ospitarono i marinai. Per ringraziarli dell’aiuto ricevuto e in seguito a un voto fatto in mare, i veneziani lasciarono in dono a Cropani una reliquia, la rotula del ginocchio destro del Santo, custodita ancora oggi nel duomo del paese, l’Insigne Collegiata di Santa Maria Assunta.

Secondo la tradizione e antichi documenti, in segno di eterna gratitudine gli abitanti di Cropani ricevettero anche il titolo di cittadini veneziani, esentati dal pagamento dei noli sulle merci. Una visita dei nuovi amici veneziani a Cropani è stata già programmata per il fine settimana.

Nell’accogliente locale d’o Zzu Toninu le signore e i signori veneziani sono rimasti suggestionati da questo racconto durante la bellissima serata trascorsa al ristorante di Catanzaro Lido. Stessa suggestione per i ragazzi di Cortale, seduti al tavolo a fianco, pronti a sfidare il morzello catanzarese e a proporre i famosi e insuperabili fagioli cortalesi, in una sfida lanciata dal titolare della “Fossa del lupo”. La prossima performance si terrà quindi in trasferta a Cortale con la stessa formazione, dopo la dovuta preparazione anche sul piano fisico.