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Tensione al Tribunale di Cosenza: gli avvocati proclamano lo stato di agitazione contro il front office unico

L’istituzione di un front office unico con prenotazione obbligatoria per accedere ai fascicoli dei procedimenti penali sta generando un acceso dibattito all’interno del Palazzo di Giustizia di Cosenza. Il provvedimento, pensato per regolamentare l’accesso alle cancellerie della sezione penale e dell’ufficio Gip-Gup, ha riscontrato la netta opposizione delle rappresentanze forensi cittadine.

Le contestazioni dell’Ordine e il principio della parità di armi

Il Consiglio dell’Ordine degli avvocati di Cosenza ha approvato all’unanimità la proclamazione dello stato di agitazione durante una seduta svolta d’urgenza. Nella delibera viene evidenziata la possibilità di ricorrere all’astensione dalle udienze e all’impugnazione dell’atto qualora il sistema dovesse entrare definitivamente in funzione.

La principale criticità evidenziata riguarda l’applicazione delle nuove regole, che interesserebbe esclusivamente i difensori e le parti private, lasciando esenti i rappresentanti della Procura. Questa distinzione creerebbe una disparità di trattamento, introducendo un doppio binario nell’accesso agli atti e violando il principio costituzionale della parità tra accusa e difesa. Le medesime osservazioni erano state sollevate anche dalla Consulta delle associazioni forensi.

Attualmente la proclamazione dell’astensione rimane sospesa a seguito di una comunicazione della presidenza del Tribunale, nella quale si precisa che la funzionalità di prenotazione online è stata attivata sul sito istituzionale al solo scopo di condurre una sperimentazione interna all’ufficio. L’eventuale awio effettivo del servizio verrà comunicato successivamente con un preavviso ritenuto congruo.

La posizione della Camera penale e il confronto con le altre realtà

Sulla vicenda è intervenuto anche il Consiglio direttivo della Camera penale di Cosenza con una nota indirizzata ai magistrati e al personale di cancelleria della sezione penale, del Gip-Gup e della Corte d’Assise. Il documento richiama lo spirito di collaborazione espresso dalla classe forense negli ultimi anni, in particolare durante la gestione della pandemia, l’avvio del processo telematico e l’organizzazione dei complessi procedimenti di criminalità organizzata svolti sul territorio.

Nel testo inviato agli uffici giudiziari, i penalisti esprimono forti perplessità sul nuovo assetto organizzativo: «Improvvisamente, come degli sconosciuti… fastidiosi… scomodi… da allontanare! Riflettiamo. Tutti».

La Camera penale segnala inoltre il mancato accoglimento della proposta relativa all’adozione di un modello misto, capace di coniugare la prenotazione allo sportello con l’accesso libero, sulla scorta di quanto già avviene presso altri uffici giudiziari italiani come i Tribunali di Roma e Firenze.