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PD, Elly Schlein si candida a premier e stoppa le candidature interne del PD

L’era delle riserve e della prudenza tattica lascia spazio a un’aperta dichiarazione d’intenti. A margine del congresso nazionale tenutosi nella capitale presso la Nuvola, la leader del PD Elly Schlein ha espresso senza esitazioni la propria disponibilità a proporsi quale aspirante premier della coalizione, lasciando intatta l’eventualità di affrontare la consultazione popolare o di superarla del tutto. Una presa di posizione netta con cui la segretaria rivendica la guida dell’opposizione.

Oltre a rimarcare le proprie intenzioni per il governo del Paese, la dirigenza dem ha approvato una risoluzione che sancisce un punto fermo: qualora si svolgano le votazioni dei gazebo, la sola figura a rappresentare il partito sarà la stessa Schlein. L’esito del voto dell’assemblea ha registrato un’ampia maggioranza favorevole, pur rilevando il distacco della corrente moderata e riformista, la quale ha scelto di non partecipare alla votazione ravvisando nella decisione un’eccessiva accelerazione procedurale.

Il messaggio inviato dalla segretaria ha una duplice valenza strategica. Sul fronte delle alleanze esterne, la mossa si rivolge al Presidente del Movimento 5 Stelle Giuseppe Conte, anch’egli intenzionato a guidare la coalizione progressista contro l’esecutivo Meloni. Nel campo interno, invece, la risoluzione mette un freno alle sollecitazioni dell’ala riformista, che con esponenti quali l’eurodeputato Giorgio Gori chiedeva di consentire una pluralità di candidature dem ai gazebo. Affermando che la guida spetti alla forza politica con il maggior consenso elettorale, Schlein stabilisce così i termini per il futuro confronto politico.