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Teresa Ausilio, dalla Calabria una storia di ragazzi straordinari: il valore di imparare ad ascoltare

Ci sono libri che nascono da un progetto letterario e altri che prendono forma da un incontro profondo con la vita. So’ ragazzi – Storie ordinarie di ragazzi straordinari, prima opera narrativa di Teresa Ausilio, appartiene a questa seconda categoria. E nel percorso dell’autrice, nata a Campana, nel cuore della provincia di Cosenza, c’è anche una radice calabrese che merita di essere raccontata: quella di chi parte dalla propria terra, attraversa esperienze diverse e porta con sé la sensibilità maturata lungo il cammino.

Laureata in Lettere e Filosofia all’Università della Calabria, Ausilio vive e lavora a Roma, dove insegna lettere nella scuola secondaria di primo grado. È proprio tra i banchi di scuola, nel confronto quotidiano con gli adolescenti, che prende forma la materia viva del suo libro. Storie che non nascono dall’osservazione distante di chi giudica, ma dall’esperienza di chi prova a comprendere, andando oltre le apparenze.

L’intuizione arriva durante il Cammino di Santiago, un’esperienza personale di ricerca e riflessione. Negli ultimi chilometri prima della meta, il pensiero dell’autrice torna ai suoi alunni, alle loro difficoltà, alle prove affrontate e a quella capacità di resistere che spesso gli adulti faticano a riconoscere. Da lì nasce il desiderio di raccontarli, restituendo dignità a vite che rischiano di rimanere invisibili.

Il titolo è già una dichiarazione d’intenti. «So’ ragazzi» è un’espressione che appartiene al linguaggio quotidiano, utilizzata spesso per minimizzare comportamenti ed emozioni dei più giovani. Ausilio ne ribalta il significato: dietro quell’apparente leggerezza si nascondono mondi complessi, sofferenze silenziose, identità in costruzione e desideri che chiedono soltanto di essere ascoltati.

Attraverso le storie di Lorenzo, Davide, Benedetta, Flavio e Lucrezia, l’autrice affronta temi come il lutto, il bullismo, l’accettazione di sé, il rapporto con il proprio corpo, l’identità e le difficoltà sociali. Percorsi differenti, accomunati dalla possibilità di trasformare la fragilità in consapevolezza e il dolore in una nuova occasione di crescita.

È qui che il libro supera il perimetro scolastico e diventa una riflessione più ampia sulla società. Perché educare non significa soltanto trasmettere conoscenze, ma riconoscere la persona che si nasconde dietro un comportamento, saper leggere un silenzio e comprendere che ciò che appare come una difficoltà può custodire una forza ancora inespressa.

Per la Calabria, terra di partenze, ritorni e legami che resistono alla distanza, il percorso di Teresa Ausilio offre anche l’occasione di raccontare una storia di formazione e di sensibilità culturale che parte da Campana e trova nella scrittura una nuova forma di espressione. Non un libro che pretende di offrire risposte semplici, ma un invito a guardare i giovani con occhi diversi.

Perché, in fondo, il messaggio di So’ ragazzi è racchiuso in una convinzione essenziale: i ragazzi non sono soltanto ciò che vediamo oggi, ma tutto ciò che stanno cercando di diventare. E, qualche volta, per aiutarli a trovare la propria strada, basta avere il coraggio di fermarsi ad ascoltarli.