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Diritto all’oblio e riabilitazione mediatica: il Senato approva l’obbligo di notizia sui proscioglimenti

Il Senato ha approvato in via definitiva la proposta di legge promossa dal capogruppo di Forza Italia alla Camera, Enrico Costa. La misura introduce l’articolo 144-ter all’interno del Codice della privacy, stabilendo un vincolo preciso per il mondo dell’informazione: le testate giornalistiche, radiofoniche, televisive e telematiche avranno l’obbligo di informare il pubblico sui provvedimenti giudiziari favorevoli che riguardano cittadini precedentemente coinvolti in inchieste finite sui media.

La pubblicazione della notizia dovrà avvenire senza alcun costo per il cittadino e sarà subordinata a una sua esplicita richiesta. Il testo stabilisce che il direttore o il responsabile della testata che ha trattato la vicenda penale sia tenuto a dare rilievo al proscioglimento con uno spazio adeguato rispetto a quello precedentemente concesso alle accuse. In caso di mancato adempimento da parte dell’organo di informazione, l’interessato potrà presentare segnalazione al Garante per la protezione dei dati personali. L’autorità deciderà entro cinque giorni e potrà ordinare la pubblicazione del provvedimento favorevole.

Le reazioni politiche tra lezioni di garantismo e dubbi sulla libertà di stampa

L’approvazione del provvedimento ha raccolto profonda soddisfazione tra le fila di Forza Italia, che rivendica la paternità della norma. “È una norma di civiltà e di giustizia, che tutela concretamente la reputazione delle persone coinvolte in un procedimento penale”, dichiara Enrico Costa, sottolineando come la legge rimetta al centro la dignità della persona affinché non resti prigioniera di accuse da cui è stata scagionata. Sulla stessa linea la capogruppo al Senato Stefania Craxi, che evidenzia come la norma risponda all’esigenza di impedire che il sospetto sopravviva alla verità giudiziaria. Il senatore Pierantonio Zanettin ha inoltre rimarcato la frequente disparità di trattamento mediatico tra l’avvio delle indagini e l’esito delle stesse, definendo l’atto come uno dei più significativi della legislatura.

Sul fronte opposto, le forze di minoranza si sono astenute, registrabilità fatta eccezione per il voto contrario del senatore del Partito Democratico Filippo Sensi, espresso a titolo personale. Sensi ha motivato la propria posizione parlando di un intento sanzionatorio nei confronti dei giornalisti e della libertà di informazione. Tra i motivi di perplessità sollevati dall’opposizione figurano anche la sovrapposizione con istituti già previsti dall’ordinamento e la tempistica di cinque giorni concessa al Garante, considerata a rischio di giudizi sommari. La senatrice del Movimento 5 Stelle Ada Lopreiato ha evidenziato il rischio di limitare l’autonomia delle testate anche a fronte di una copertura iniziale corretta, mentre il senatore dem Walter Verini ha espresso forte scetticismo sulla ratio di una norma che rischia di interferire con il ruolo dell’informazione autonoma.