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Concorso 54 posti Regione Calabria, gli idonei in ansia: “L’iter della legge sulle graduatorie si arena, a rischio le attese dei vincitori potenziali”

L’iter legislativo legato alla proposta di legge regionale n. 65 – recante disposizioni a favore dello scorrimento delle graduatorie regionali – continua a procedere tra mille ostacoli, alimentando la forte preoccupazione dei candidati idonei. Tra questi vi fanno parte anche i componenti del gruppo di idonei del concorso per 54 posti della Regione Calabria, che vedono allontanarsi le risposte attese da tempo.

Nonostante le aspettative riposte nella seduta della Prima Commissione svoltasi oggi, 30 ottobre, la proposta di legge non è stata infatti discussa, prolungando ulteriormente un’attesa già logorante.

Il nodo delle criticità e lo scontro sui tempi

Il percorso del provvedimento aveva già subito una frenata in occasione della precedente seduta dello scorso 13 ottobre. In quella sede, una nota trasmessa dal Dipartimento Organizzazione e Risorse Umane della Giunta regionale aveva sollevato alcune criticità in merito alla possibilità di disporre una proroga generalizzata, sollevando dubbi sulla posizione delle graduatorie che avrebbero già beneficiato in passato di misure analoghe. Un rilievo tecnico che ha imposto la necessità di ulteriori approfondimenti, dilatando inevitabilmente i tempi dell’iter istituzionale.

La delusione degli idonei: “12 mesi sono insufficienti e creano disparità”

Dal canto loro, i gruppi di idonei ribadiscono la richiesta avanzata con forza nelle ultime settimane: prorogare la validità delle graduatorie di ulteriori 24 mesi dalla scadenza naturale, così da permettere un reale ed efficace scorrimento a beneficio della macchina amministrativa e dei tanti professionisti in attesa.

Tuttavia, tra i corridoi della politica si fa strada l’ipotesi di un compromesso al ribasso: l’orientamento prevalente sembrerebbe quello di puntare su una proroga di soli 12 mesi a decorrere dall’entrata in vigore della legge.

Una soluzione che i comitati degli idonei bocciano senza appello, definendola “un metodo iniquo, volto a creare disparità di trattamento e del tutto insufficiente a raggiungere gli obiettivi originari della legge”, oltre che generatrice di forte delusione e sconforto tra i lavoratori in attesa di occupazione.

L’appello alla politica regionale

Attraverso una nota congiunta, i potenziali beneficiari lanciano un appello chiaro e diretto ai rappresentanti delle istituzioni regionali: “Chiediamo alla politica di non perdere di vista gli obiettivi di scorrimento delle graduatorie che erano stati solennemente annunciati nella fase di presentazione della proposta di legge. Servono atti concreti, coraggiosi e realmente risolutivi, capaci di valorizzare le professionalità già formate e pronte a entrare in servizio, evitando soluzioni parziali che lascerebbero irrisolta la questione occupazionale”.