«Tagliare sulla scuola significa tagliare sul futuro». È con queste parole che Rosellina Madeo, consigliera regionale della Calabria, interviene con decisione sulla manovra economica in discussione, scagliandosi contro la riduzione dell’organico scolastico prevista dalla nuova Legge di Bilancio.
Un provvedimento che, secondo le stime del sindacato Uil Scuola Calabria, rischia di abbattersi duramente sul territorio regionale con una perdita calcolata di circa 300 posti di lavoro tra insegnanti e personale ATA.
L’impatto sul territorio e l’incubo della chiusura nei borghi
Per la consigliera Madeo, i numeri traducono una realtà sociale drammatica: quasi 300 stipendi in meno che peseranno sul potere d’acquisto di altrettante famiglie, uniti al concreto rischio di paralisi per gli istituti scolastici calabresi.
Il pericolo immediato è il moltiplicarsi delle pluriclassi e, nella peggiore delle ipotesi, la chiusura definitiva dei plessi scolastici, specialmente nelle zone marginali. Un’eventualità che colpisce al cuore la geografia calabrese, dove le aree interne rappresentano ben il 70% del territorio.
«Sulle scuole si abbatte una mannaia che penalizza proprio i contesti più vulnerabili», denuncia Madeo, sottolineando la contraddizione tra le scelte di investimento del Governo — orientate verso la spesa militare e iniziative secondarie come le targhe personalizzate — e le risorse destinate ai pilastri dello Stato sociale, scuola e sanità.
Sanità e demografia: il dramma del “doppio spopolamento”
Il quadro delineato dalla consigliera della Regione Calabria si estende anche al settore sanitario, dove a fronte dei 5,5 miliardi inizialmente ipotizzati dal Ministero, le risorse effettivamente stanziate si fermano a 2,4 miliardi di euro. Una strategia generale che Madeo definisce una proposta de facto di «lenta eutanasia per i piccoli borghi».
Le ripercussioni di queste politiche alimentano una ferita già aperta: il fenomeno dello spopolamento della Calabria, che ha ormai assunto i contorni di una “doppia emigrazione”. Se un tempo ad abbandonare la regione erano quasi esclusivamente i giovani in cerca di opportunità lavorative o universitarie, oggi si assiste sempre più spesso al ricongiungimento dei genitori che, raggiunta l’età pensionabile, scelgono di trasferirsi per riavvicinarsi ai figli.
Un appello per il futuro della regione
In conclusione del suo intervento, Rosellina Madeo lancia un forte monito alle istituzioni nazionali e regionali: continuare a sostenere provvedimenti privi di una visione a lungo termine equivale a una scelta deliberata, quella di privare la Calabria e le sue comunità di ogni prospettiva di sviluppo e futuro.



