Il conto dell’energia continua a salire e gli effetti si riflettono sull’intera economia delle famiglie. I dati ufficiali diffusi da Arera e Istat delineano un quadro complesso, definito preoccupante dall’associazione Codici.
L’andamento del prezzo del gas e l’impatto sui clienti vulnerabili
Per quanto riguarda il gas, Arera ha comunicato che a ottobre le quotazioni all’ingrosso hanno registrato un incremento significativo, portando la spesa totale dell’utente tipo a un aumento del 9,1% rispetto al mese precedente. Per i circa 2,3 milioni di clienti che rientrano nel Servizio di tutela della vulnerabilità, il prezzo della sola materia prima gas è arrivato a 88,36 euro a megawattora.
Per la famiglia tipo, il prezzo di riferimento si attesta a 176,80 centesimi di euro per metro cubo. La sola componente della materia gas pesa per 97,06 centesimi, ovvero il 54,9% del totale della bolletta. Sebbene le rilevazioni di Arera siano riferite ai clienti vulnerabili e non si applichino direttamente ai contratti del mercato libero, indicano chiaramente il trend del mercato all’ingrosso.
Inflazione in crescita e rincari sul carrello della spesa
Gli effetti sul costo della vita trovano conferma nei dati forniti da Istat. Secondo la stima preliminare, a ottobre 2026 l’inflazione ha raggiunto il +5,4%, in crescita rispetto al +4,2% di settembre, riportandosi ai valori registrati ad agosto 2023. L’accelerazione è dovuta principalmente alla spinta dei beni energetici, le cui quotazioni sono passate dal +22,6% al +31,4% sotto la pressione del contesto geopolitico internazionale.
Entrando nel dettaglio, gli energetici regolamentati mostrano un incremento da +25,8% a +59,5% su base annua, mentre quelli non regolamentati salgono da +22,5% a +29,4%. I rialzi si riflettono anche sui beni di prima necessità: l’indice del carrello della spesa passa da +1,5% a +2,5%, con gli alimentari non lavorati che salgono da +5,5% a +7,5%.
La posizione di Codici e le criticità sulle scorte di gas
Sull’argomento è intervenuto Ivano Giacomelli, Segretario Nazionale di Codici, che ha dichiarato: “I numeri di Arera e Istat parlano da soli. L’energia sta erodendo il potere d’acquisto delle famiglie, prima attraverso la bolletta e poi attraverso ogni prezzo che trova nel carrello. Un’inflazione al 5,4%, trainata da un’energia che cresce di oltre il 31% in un anno, non è un fenomeno passeggero né una percezione. Si tratta di una pressione concreta sui bilanci, che colpisce di più chi ha redditi bassi e spende in proporzione di più per casa e alimentari”.
Giacomelli ha poi proseguito sottolineando i rischi legati ai fattori esterni: “La fragilità degli approvvigionamenti e di scorte ai minimi dal 2013 espone i consumatori a ogni nuova tensione internazionale, senza che abbiano alcuno strumento per difendersi. Al riguardo, l’instabilità geopolitica merita la massima attenzione. L’andamento del gas resta legato agli equilibri del Medio Oriente. I rialzi di ottobre sono stati sensibili alle tensioni geopolitiche e in particolare alle decisioni dell’Iran sull’apertura o meno dello Stretto di Hormuz. Un mercato che registra oscillazioni di decine di punti percentuali sulla base di un annuncio è un mercato in cui le famiglie non possono pianificare nulla. A rendere il quadro più fragile contribuisce la situazione degli stoccaggi. Secondo l’Agenzia internazionale dell’energia, i depositi di gas dell’Unione europea affrontano la stagione di riscaldamento 2026-27 con scorte ai livelli più bassi dal 2013, ed entro fine marzo 2027 potrebbero scendere sotto il 10% della capacità operativa. La situazione è sempre più delicata. Servono misure strutturali per tutelare i consumatori”.



