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Sanità in Calabria, Macrì risponde a Zecchi: «Nessun divario culturale, ma decenni di sfiducia da ricostruire»

Non è un deficit di cultura o di consapevolezza personale a determinare la minore aspettativa di vita in buona salute dei calabresi, bensì la progressiva perdita di fiducia in un sistema sanitario segnato da oltre mezzo secolo di disfunzioni. È questo il punto centrale dell’intervento del Sindaco di Tropea, Giovanni Macrì, all’indomani del dibattito andato in onda su Unomattina News, che ha visto il filosofo Stefano Zecchi collegare il divario di salute tra Nord e Sud a fattori prevalentemente culturali.

La vista dell’immagine di Santa Maria dell’Isola nello studio televisivo ha spinto il primo cittadino a prendere posizione per chiarire la complessa realtà del territorio, rigettando qualsiasi narrazione che riduca la questione a una presunta inferiorità culturale del Mezzogiorno.

Mezzo secolo di errori e il danno intangibile

Se da un lato la storia e l’eredità intellettuale della Calabria testimoniano un patrimonio culturale di primissimo ordine, dall’altro – evidenzia Macrì – la regione sconta cinquant’anni di mancata programmazione, disattenzione istituzionale e ingerenze della politica nella gestione della salute pubblica.

Questo lungo ciclo di inefficienze non ha causato soltanto dissesti finanziari e carenze organizzative, ma ha generato un danno intangibile e profondo: lo scoraggiamento della popolazione. La sfiducia prolungata nelle strutture pubbliche ha finito per indebolire la stessa propensione alla prevenzione, spingendo in molti casi alla rassegnazione.

Dalla sfiducia alla rinuncia alle cure

Il rischio più grave evidenziato dal Sindaco è che la mancanza di punti di riferimento sanitari credibili porti i cittadini ad abbandonare del tutto l’idea di curarsi. Di fronte a diagnosi complesse, come quelle oncologiche, il senso di solitudine e le difficoltà strutturali – particolarmente evidenti nel territorio vibonese – rischiano di trasformare la sfiducia in un ostacolo insormontabile, compromettendo l’efficacia di interventi e diagnosi tempestive.

Non si tratta, dunque, solo del fenomeno della mobilità sanitaria verso altre regioni, ma del pericolo concreto che la rinuncia alle cure diventi una scelta obbligata dalla rassegnazione.

Il percorso di riforma e la ricostruzione della fiducia

Nel valutare l’attuale scenario, Macrì riconosce il cambio di passo avviato dalla governance regionale guidata dal Presidente Roberto Occhiuto. L’impegno sul fronte del riordino dei conti, della riorganizzazione dei servizi e della realizzazione di nuove infrastrutture ospedaliere traccia una discontinuità chiara rispetto al passato.

Tuttavia, accanto all’ammodernamento strutturale, resta da compiere la transizione più complessa: quella culturale. Ricostruire il patto di fiducia tra cittadini e sanità pubblica richiederà tempo e continuità di azione.

«La vera sfida – conclude il Sindaco – non è convincere i calabresi che la prevenzione sia importante, ma restituire loro la certezza che il sistema sanitario sia pronto ad assisterli. La salute è un diritto concretamente esercitabile e la rinascita della Calabria si misurerà soprattutto sulla capacità di restituire ai cittadini la speranza e la certezza di potersi curare a casa propria».