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Carburanti, stop allo sconto sulle accise: da oggi aumenti al distributore

Nessuna proroga per il taglio delle accise sui carburanti introdotto dal decreto firmato il 28 ottobre dai ministeri dell’Economia e dell’Ambiente. La misura, che prevedeva una riduzione di 632,90 euro ogni 1.000 litri, è rimasta in vigore fino al 7 novembre. Con la scadenza del provvedimento, il peso fiscale sul gasolio torna a salire.

L’incremento, considerando anche l’Iva, è di 4,88 centesimi al litro, che si traducono in una maggiore spesa di circa 2,44 euro per un pieno da 50 litri. Al momento, nella Gazzetta Ufficiale non risulta alcun provvedimento di proroga dello sconto.

L’associazione dei consumatori Adusbef ha tuttavia evidenziato un elemento che potrebbe attenuare i rincari: le recenti oscillazioni dei mercati petroliferi. Il calo del 16,2% registrato dal Brent in pochi giorni potrebbe infatti favorire una revisione al ribasso dei prezzi ai distributori.

Secondo le ultime rilevazioni del Mimit, i prezzi medi self-service si attestano a 2,001 euro al litro per la benzina e a 2,224 euro per il gasolio. Il ministero rileva inoltre che, grazie al price cap delle principali compagnie, gran parte della rete mantiene listini al di sotto dei 2 euro per la benzina e dei 2,20 euro per il diesel.

Il Decreto Bollette bis e il nodo dei rilievi contabili

Sul fronte dell’energia, il governo si prepara a riportare in Consiglio dei ministri il Decreto Bollette bis. Il provvedimento mira a contenere i costi dell’elettricità imponendo un tetto al prezzo del gas per la produzione energetica. L’esame è stato rinviato a causa delle osservazioni della Ragioneria generale dello Stato sull’articolo 9. Il nodo riguarda la registrazione contabile dei ricavi attesi nel 2026 dalla vendita del gas acquistato nel 2022.

Le risorse dovrebbero finanziare interventi distribuiti da Arera nel 2027 a beneficio delle imprese energivore. La Ragioneria ha tuttavia contestato il disallineamento tra l’incasso nel bilancio 2026 e l’impatto economico previsto per l’anno successivo. Il Ministero dell’Economia ha avviato un confronto con la Commissione europea per superare la criticità tecnica, che non riguarda la disponibilità delle coperture o la compatibilità degli aiuti di Stato.

Meccanismo del price cap e stime sui risparmi

Restano confermati i contenuti dell’articolo 6, che stabilisce un cap al gas per la produzione elettrica a 58,9 euro al megawattora, sul modello già applicato in Spagna. Il meccanismo prevede che la differenza tra il prezzo di mercato del gas e il tetto fisso sia riconosciuta ai produttori tramite compensazioni finanziate da un piccolo onere in bolletta, generato comunque in un beneficio netto per l’utente finale.

Le stime sull’impatto della misura vedono posizioni distanti: Confcommercio prevede una riduzione delle bollette elettriche delle imprese fino al 10%, a fronte di aumenti nel terzo trimestre del 2026 pari al 133% per i bar, al 68% per gli alberghi e al 67% per le grandi superfici. Più cauta la valutazione del think tank ambientale Ecco, che stima il risparmio per gli utenti finali in circa 1,4 euro al mese.