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Caro treni per le feste di Natale, da Torino a Reggio Calabria il biglietto supera i 380 euro

Per chi vive e lavora al Nord Italia ma conserva le proprie radici e gli affetti in Calabria, il rientro a casa in occasione delle festività natalizie rischia di trasformarsi in un vero e proprio bene di lusso. Spostarsi durante i giorni di maggiore affluenza comporta costi paragonabili a quelli di una vacanza, soprattutto se si opta per le soluzioni ad alta velocità senza cambi.

A tracciare il quadro della situazione è una simulazione condotta dal testata Fanpage.it sui collegamenti ferroviari previsti per la giornata di sabato 19 dicembre 2026, con rientro fissato a mercoledì 6 gennaio 2027, coincidente con la festività dell’Epifania. L’analisi prende in esame esclusivamente i treni diretti, in classe standard e in assenza di sconti o tariffe promozionali. L’esito della rilevazione evidenzia uno scenario complesso per la vasta platea di studenti e lavoratori fuorisede, costretti a sostenere spese elevate a fronte di un’offerta di posti progressivamente sempre più limitata.

Le tariffe per la Calabria: oltre 380 euro da Torino e 336 da Milano

La Calabria figura tra le aree maggiormente penalizzate dal rialzo delle tariffe. Per raggiungere la stazione di Reggio Calabria partendo da Torino Porta Nuova nella giornata del 19 dicembre, i prezzi rilevati per la sola andata oscillano tra 180 euro e 206 euro. Per la tratta di ritorno del 6 gennaio, l’opzione disponibile si attesta sui 180 euro. La spesa complessiva a persona per l’andata e ritorno varia quindi da un minimo di 360 euro a un massimo di 386 euro.

Risulta onerosa anche la partenza dal capoluogo lombardo. Chi sceglie di viaggiare da Milano verso Reggio Calabria deve preventivare un costo di 168 euro per l’andata e di pari importo per il ritorno, per un totale di 336 euro a passeggero. Cifre che, moltiplicate per i componenti di un nucleo familiare, raggiungono livelli difficilmente sostenibili.

I collegamenti verso le altre tratte del Mezzogiorno

Il picco delle tariffe rilevate riguarda la linea Torino Porta Nuova-Napoli. Nella simulazione, i tagliandi di andata per il 19 dicembre variano da 101 euro a 284 euro, mentre quelli di ritorno per il 6 gennaio spaziano tra 136 euro e 284 euro. Selezionando le soluzioni più costose, la spesa finale tocca i 568 euro a testa. Analogamente, sulla tratta Milano Centrale-Napoli i prezzi vanno da 107 euro a 258 euro all’andata e da 124 euro a 258 euro al rientro, toccando un tetto massimo di 516 euro complessivi. Le opzioni di base più economiche fissano comunque la spesa totale a 231 euro da Milano e 237 euro da Torino.

Contesti analoghi si riscontrano sui collegamenti diretti verso la Puglia:

  • Milano-Lecce: 129 euro per l’andata, tra 119 euro e 143 euro per il ritorno, per una spesa totale compresa tra 248 euro e 272 euro.

  • Torino-Bari: andata tra 127 euro e 150 euro il 19 dicembre, con un’unica soluzione da 127 euro disponibile per il rientro del 6 gennaio (totale tra 254 euro e 277 euro).

  • Torino-Lecce: presenza di un solo convoglio diretto all’andata al costo di 131 euro e una sola opzione al ritorno, per un costo complessivo di 262 euro.

La contrazione dell’offerta e l’alternativa Intercity

Oltre al livello dei prezzi, un elemento di criticità è rappresentato dalla ridotta frequenza dei collegamenti. In diversi casi la disponibilità sulle tratte dirette si riduce a una singola corsa giornaliera, limitando il margine di scelta per chi deve pianificare gli spostamenti in date fisse.

L’opzione dei treni Intercity consente di ridurre la spesa economica, ma comporta un prolungamento dei tempi di viaggio. In alcune circostanze la durata del tragitto richiede diverse ore, con arrivo a destinazione previsto soltanto il giorno successivo alla partenza. Si tratta di una modalità d’uso complessa per chi dispone di periodi di congedo ristretti e intende ottimizzare il tempo a disposizione da trascorrere in famiglia.

Le cifre scaturite dall’indagine sono parametrate su collegamenti senza cambio per un singolo viaggiatore in classe standard. L’impatto economico totale tende dunque a incrementare significativamente per i viaggi effettuati in coppia o con figli a carico, ponendo una barriera finanziaria all’esercizio del diritto alla mobilità in occasione delle festività natalizie.