“Protesto perché al momento in Calabria si muore più di fame che di coronavirus“.
Sono le parole di Giovanna Mirabelli, proprietaria di un bar su corso Mazzini a Cosenza, che questa mattina si è incatenata davanti la propria attività per protestare contro la sentenza con cui il Tar della Calabria ha annullato l’ordinanza del presidente della Regione, Jole Santelli, che consentiva il servizio all’esterno per i locali di ristorazione. Un gesto simbolico per manifestare l’esasperazione di un settore che in base all’ultimo Dpcm, non potrà ancora riaprire.
“Ho rastrellato il fondo – ha aggiunto Giovanna Mirabelli– e speso tutti i soldi per sistemare il locale e adeguarlo alle nuove norme. Adesso devo chiudere e posso fare solo l’asporto in una regione dove il contagio è prossimo allo zero. Da una pandemia siamo passati alla guerra perché stiamo morendo“.
Gli esercenti calabresi, che avevano tirato un sospiro di sollievo con l’ordinanza regionale, contestata dal Tar, hanno cercato di “tamponare” le perdite economiche degli ultimi tempi i con la consegna di pizze, gelati e quant’altro a domicilio, ma certamente il loro introito era aumentato da quando si poteva consumare fuori dai locali.
Gli esercenti, ormai sono esasperati dal “balletto dei decreti” e non ci stanno più!



