di Anna Zupi
La storia di Roghudi, il paese fantasma, abbandonato dagli anni in ’70. Siamo in provincia di Reggio Calabria.
La leggenda è un racconto che ricorre spesso nella cultura calabrese, un mondo abitato da mostri, folletti, fate, gnomi animali parlanti che popolano boschi e campagne. Un mondo agropastorale quello calabrese che ha bisogno di spiegare alcuni fenomeni con il mito, la leggenda. Personaggi alcune volte buoni altre cattivi, burloni e molto dispettosi, eredi dei miti Greci.
Una delle leggende più belle appartenenti alla Calabria è quella delle Narade o Anarade: una leggenda della Calabria Grecanica che tutti devono conoscere.
Le famiglie Grecaniche la conoscono tutti perché si tramanda da generazione in generazione un po’ per conoscenza ed un po’ per paura verso queste figure mutanti.
Secondo una leggenda a Roghudi le Naràde o Anaràde che erano delle donne dalle sembianze metà umane con zoccoli di asina, vivevano nella contrada di Ghalipò, prospiciente Roghudi. Di giorno, rimanevano nascoste tra le rupi, ma di notte cercavano di attirare, con ogni stratagemma come la trasformazione della voce, le donne del luogo con l’intento di ucciderle, al fine di sedurre gli uomini del paese. Per proteggersi dalle loro irruzioni, vennero costruiti tre cancelli, collocati in tre differenti entrate del paese: uno a “Plachi”, “uno a Pizzipiruni” e uno ad “Agriddhea”.
Queste donne “ strane” erano molto furbe e si nascondevano tra le rupi e le sterpaglie ed a Sporiscena dove vi sono delle rupi: moltissime di loro morivano dirupate. Per quanto fossero furbe erano molto ingenue poiché alla fine per inseguire le proprie attitudini morivano braccate dai contadini. La furbizia contadina era comunque l’unica arma contro questi esseri dai poteri sovrumani. Per conoscere la Calabria bisogna studiare la mitologia greca: radice indiscussa del carattere di questo popolo La parte di Roghudi Vecchio, abitata sin dal 1050 e facente parte di un’area grecanica, a seguito delle due fortissime alluvioni avvenute nell’ottobre 1971 e nel gennaio 1973 fu dichiarato totalmente inagibile. La popolazione di Roghudi fu distribuita nei paesi limitrofi. Dopo diciotto anni, nel 1988, nasce la nuova Roghudi in prossimità della costa ionica alla periferia occidentale di Melito di Porto Salvo.
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