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In arrivo la nave quarantena in Calabria, stazionerà a Corigliano

La nave Aurelia della GNV prima destinata al Porto di Gioia Tauro cambia rotta. L’imbarcazione destinata ad ospitare migranti che giungeranno durante questa fase di emergenza coronavirus, dopo una riunione in prefettura, butterà le ancore, tra qualche ora, nelle acque antistanti il porto di Corigliano-Rossano.

Il Ministero ha inoltre chiarito che la nave stazionerà all’interno del Porto di Corigliano e  che sarà utilizzato presso le coste meridionali della Calabria, le Coste Orientali e Meridionali della Sicilia, non escludendo la possibilità che in caso di urgenza, la stessa venga condotta presso l’isola di Lampedusa. L’attività di assistenza e sorveglianza sanitaria a bordo sarà svolta da personale dell’Associazione Croce Rossa.

Contrario a questo tipo di isolamento anche Massimo Galli. “Qualche perplessità ce l’ho nell’usare una nave come quarantena per persone di cui non si conosce lo stato rispetto all’infezione e non vorrei che accadesse come con la Diamond Princess”. Lo dice ad HuffPost il professore ordinario di malattie infettive all’Università statale di Milano e primario dell’ospedale Sacco.

Il riferimento è la scelta di usare navi per l’assistenza e la sorveglianza sanitaria dei migranti soccorsi in mare o sbarcati autonomamente sulle coste italiane, come è accaduto a Lampedusa, con i 700 ospiti dell’hotspot. Un parallelo con la Diamond Princess, che è stato l’esempio di come una nave da crociera non sia il posto giusto per tenere delle persone con un’infezione insieme a persone che non ce l’hanno.

Galli non ritiene dunque possa essere una soluzione accettabile e prosegue: “C’è stato un momento in cui la Diamond Princess è stato il ‘terzo Paese’, pur non essendo un Paese, al mondo come numero di casi di infezione di Coronavirus. Questo avveniva perché nonostante fosse una grande e lussuosa nave da crociera, la gente nel suo contesto si infettava lo stesso. A prescindere dal motivo e dalle modalità, sta di fatto che è un esempio tutt’altro che favorevole.”