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La Calabria oggi piange due morti sul lavoro, a Rende ed a Serrastretta

Giornata funestata da due morti in Calabria mentre stavano compiendo l’arte più nobile che dovrebbe caratterizzare la vita di uomini e donne: il lavoro.

Il lavoro, quello cercato, quello perso, quello sancito nell’articolo 1 della nostra magnifica Costituzione. Il lavoro quello  che dovrebbe rappresentare compiutamente la dignità sociale di ognuno di noi all’interno della comunità.

Oggi, nel bel mezzo di una crisi pandemica e epidemiologica, dovrebbero tornare drammaticamente al centro dell’attenzione di tutti concetti tipo qualità del lavoro e della vita, sicurezza sul lavoro e modelli alternativi di società nei quali l’elemento fondante, in luogo del profitto e dello sfruttamento,  dovrebbe essere l’uomo e il suo ruolo nella vita e nella società per garantire a se stesso condizioni dignitose e a chi verrà futuro solidale e sostenibile.

Servirà a poco fare ipocriti cordogli. Servirà a poco fare anche processi di Piazza o attribuire responsabilità (che pur dovranno essere individuate) e risarcimenti. La vita umana non ha prezzo.

 

La prima tragedia, in ordine di tempo, si è consumata a Rende in provincia di Cosenza. A perdere la vita un giovane operaio di 40 anni.

La seconda disgrazia è successa a Serrastretta in provincia di Catanzaro. Un operaio di 54 anni è rimasto schiacciato da un tronco di grosse dimensioni ed è morto sul colpo. L’uomo era impegnato nelle operazioni di abbattimento quando qualcosa è andato storto e il pesante tronco gli è arrivato addosso uccidendolo. La tragica sciagura è al vaglio dei carabinieri di Decollatura e Serrastretta coordinati dal capitano Francesco Zangla e quelli dei Forestali e dello Spisal che stanno tentando di ricostruire la dinamica dell’episodio e se sono stati adottati tutti i criteri di sicurezza nell’opera di disboscamento.